Ad inizio anno ci siamo trovati con un articolo che avevo intitolato “Neven Spahija: un rinnovo che sa di (ri)partenza?”.
A quattro mesi dall’avvio delle competizioni, all’alba della coppa italia e al termine della stagione regolare di Eurocup, la risposta a questo punto sembra essere una solamente: sì!
Nella realtà non possiamo assicurare che gli ottimi risultati della squadra orogranata in questa stagione 25/26 siano solo merito dell’allenatore, ma un rinnovato appoggio in combinazione ad un roster aggiornato per gran parte e degli obiettivi futuri forse più “in grande” [ndr il nuovo palazzetto da ca 10.000 posti], fanno si che questa sia, ad ora, la stagione migliore della reyer probabilmente dall’ultimo scudetto; sicuramente quantomeno da quando l’allenatore croato siede in panchina in laguna.
COME ARRIVA LA REYER VENEZIA ALLA COPPA ITALIA?
Se torniamo indietro ad osservare la prima fase di stagione in realtà qualche incertezza la si rileva.
Non è stato un inizio idilliaco per i veneziani, migliore nel campionato italiano ma con due sconfitte dolorose per quanto riguarda la coppa europea e delle prestazioni che ancora non convincevano affatto.
La Reyer di quest’anno però a mio parere è la dimostrazione di come l’impegno e il lavoro alla fine possono ripagare con ottimi risultati.
I primi mesi di alti e bassi non erano dovuti tanto ad una mancanza da parte dei giocatori o dei tecnici, quanto dalla necessità di avere tempo a disposizione per formare un gruppo coeso dopo aver riunito un buon numero di atleti alla prima esperienza in laguna, cambiando perciò gli assetti di squadra anche per chi invece milita a Venezia già da qualche stagione.
Non si può certamente dare colpa agli impegni estivi con le nazionali, perché sappiamo che questo alla squadra orogranata è mancato, ma vero resta che per quanto buona possa essere la preparazione estiva e le amichevoli – che la Reyer aveva disputato bene -, l’impatto con la stagione effettiva e avversari anch’essi più pronti sarà totalmente diverso, con tanti dettagli da migliorare ancora.
Le riserve in autunno ancora c’erano soprattutto su un paio di giocatori per vedere l’impatto che avrebbero potuto avere, ma ad oggi l’Umana è una squadra che funziona e può spaventare, a maggior ragione con un roster a rotazione completa.
Non manca qualche caduta, come abbiamo visto giusto la passata domenica nella sfida in casa contro Reggio Emilia; posto rimanendo che a nessuno venga chiesto di vincere tutto e e ben consapevoli che qualche sconfitta fa parte del percorso, il focus principale resta sempre sulla prestazione effettiva e il comportamento di squadra sul campo, perchè ci sono pur sempre sconfitte e sconfitte.
Se poniamo davanti a noi poi le classifiche di LBA e Eurocup, possiamo affermare che anche questo è un dato in miglioramento: una squadra in passato non sempre continua che questa stagione sta dimostrando una forza di carattere più elevata.
Il quarto posto in classifica nella stagione regolare di Eurocup è il miglior risultato raggiunto dalla squadra veneta, che disputa la competizione da 7 anni.
I playoff della coppa europea per i veneziani sono sempre stati l’obiettivo maledetto, anche nelle stagioni con il rendimento più alto il passaggio alla seconda fase non era mai certo fino all’ultimo, facendo spesso affidamento anche ai risultati degli avversari prossimi. Venezia è comunque praticamente sempre andata a playoff, ma questa è la prima occasione in cui avrà il favore del campo di casa e la sfida diretta Trento apre delle buone possibilità agli orogranata.
Nelle ultime tre prestazioni europee infatti la Reyer è riuscita a battere i diretti avversari o le squadre che la precedevano in classifica con un’importantissima vittoria anche sui primi del Hapoel Gerusalemme, giocando la miglior pallacanestro della stagione: una seria unione tra atleticità, tecnica e coraggio di non mollare.
Situazione infermeria
Per quanto riguarda il lato acciacchi sembra che Venezia riesca a recuperare tutti gli infortunati: Nikolic, operato alla mano ormai un mese fa, e Bowman out finora per una lesione muscolare dalla ripresa più lunga del previsto.
I due atleti sono appena tornati ad allenarsi con la squadra quindi sarà da vedere quanto potrà essere effettiva la loro partecipazione, soprattutto nelle prime fasi, se la squadra dovesse cavarsela tranquillamente. Già la presenza in panchina per un aiuto ulteriore in caso di necessità o di minuti per i compagni è una vittoria per i veneziani, con Spahija che può pensare ad un utilizzo maggiore in semi o finale, dovessero raggiungerla.

I PUNTI DI FORZA E LE DEBOLEZZE
Il punto forte ad oggi ha un nome ed un cognome: Kyle Wiltjer.
È innegabile come l’americano al gusto sciroppo d’acero ad oggi sia il giocatore volto di questa umana reyer; ormai in laguna alla terza stagione e non intenzionato ad andarsene secondo le ultime dichiarazioni, ha cominciato l’anno in ottima forma sin dall’estate ed è intenzionato a lasciare il segno.
Le partite “mancate” le possiamo contare in meno di una mano, nelle peggiori prestazioni troviamo comunque almeno una decina di punti, così come le assenze effettive, che ammontano a forse due in tutti questi quattro mesi.
Non solo punti e carica e voglia di esserci, Wiltjer nel corso di questa prima fase è passato dall’essere un giocatore con un solo obiettivo, il canestro, ad aggiungere qualche numero alle proprie statistiche. Non sarà sicuramente il nostro assistman di punta, ma tutto ciò che non riguarda l’attacco puro non rientrava nei canoni del nazionale canadese, che ad oggi invece è capace di chiudere gare da 20 punti con una buona somma di rimbalzi e almeno un paio di assist. Una dimostrazione che lo sviluppo e la crescita dei giocatori sono possibili in qualsiasi fase della propria carriera.
Lo vediamo ad oggi occupato anche nelle difese, qualche volta, fattore su cui comunque può avere ancora un ampio margine di miglioramento; dovesse questo essere trovato, la Reyer avrebbe fra le proprie mani un gioiellino di tutto punto.
Al secondo posto, ma non con minor importanza, troviamo RJ Cole.
Alla terza esperienza in Europa dopo gli anni a Uconn, aveva già attirato le attenzioni lo scorso anno nel campionato lituano con il Rytas Vilnius (tra l’altro anche ex squadra di Spahija), formazione che milita nella BCL e campioni in carica del proprio campionato nazionale.
Un giocatore multi funzionale che gioca nel ruolo di play-tiratore, tanti punti fra le mani e un’ottima gestione della palla anche per i compagni che lo rendono il secondo miglior realizzatore e il miglior assistman orogranata; le cifre si aggirano attorno ai 14 punti e 4.5 assist di media in entrambe le competizioni.
Ottimo jolly per chiudere le gara in quanto nella maggior parte delle sfide lo abbiamo visto uscire soprattutto post intervallo, per dare il cambio spesso a Wiltjer che invece gioca meglio nella fase iniziale, e i finali in crescita per la Reyer sono solitamente grazie proprio al play guardia.
E’ assolutamente capace però di guidare i compagni nei 40 minuti in caso di necessità, avendolo dimostrato spesse volte, in ultima nella sfida a Manresa.
Parliamo poi dei nostri prodotti.
Leonardo Candi arrivava a Venezia come giocatore ormai già affermato, dopo le ottime stagioni passate a Tortona, ma se possibile in gestione orogranata è cresciuto ancora di più, mettendo i famosi puntini sulle i in tanti aspetti del proprio gioco.
Un atleta che ora appare decisamente più completo ma soprattutto consapevole dei propri mezzi, forse qui con maggiori spazi e decisamente più responsabilità in mano, per la Reyer è stato spesso fondamentale in alcune partite, e anche le sue prestazioni raramente sono negative anche quando sottotono.
Un’aggiunta preziosissima per i lagunari, un orgoglio azzurro che qui porta prontezza di gioco in attacco a cui accompagna una buona difesa, capace di tirare da più punti del campo e ottimo gestore di palla.
L’innesto di questi e altri ottimi atleti (Nikolic prima dell’infortunio era tra i migliori in partenza) unito ad un piccolo gruppo di storici orogranata che tengono alto il valore della squadra rende la Reyer Venezia un team che come già detto può ben confrontarsi anche con le big, e perchè no cominciando proprio dalla competizione di metà stagione.
Stiamo pur sempre analizzando una delle migliori squadre per prestazioni della LBA: prima per punti segnati e valutazione su tutte con +90 punti di media e 106 di PIR, seconda sia sui rimbalzi con 39 di media che per quanto riguarda gli assist con 20. Seconda solo alla Virtus nella percentuale totale dei tiri a segno.
Tutti questi numeri sono ancor più la dimostrazione di quanto forte e in crescita continua possa essere la squadra di Spahija, a maggior ragione se consideriamo che occupa “solamente” il quarto posto nella classifica.
Da migliorare …
Per quanto riguarda i punti deboli, nonostante tutte le belle parole finora spese, non possiamo fare a meno di sottolineare qualche imprecisione e dettagli che la squadra di Spahija potrebbe ancora migliorare.
A mio avviso una delle questioni principali è la non sicurezza nei centri orogranata.
Horton da quando è arrivato non ha di certo stupito, ci sono voluti diversi mesi prima che trovasse una quadra in campo, ad ora è scusato per via dei problemi familiari che lo hanno tenuto in USA per qualche giorno.
Ha giocato anche delle ottime prestazioni, ma comunque finora una stagione sottotono rispetto a quello che avevamo già visto a Trapani, e se consideriamo a maggior ragione che dovrebbe essere il “sostituto” di Kabengele.
Per quanto riguarda Tessitori anche per lui diversi alti e bassi e poca incisività nella prima fase di stagione, nelle ultime sfide da un mese a questa parte decisamente in crescita ed è auspicabile che continui così visto anche il ruolo di capitano.
Entrambi più efficaci a punti che a rimbalzo, è innegabile come spesso potrebbero sfruttare meglio la propria stazza sotto i ferri con azioni più di carattere.
Un altro punto su cui la Reyer spesso pecca è una sorta di distrazione generale che alle volte affligge la squadra per determinati tratti di partita. Questo porta poi a diverse palle perse a causa di passaggi rocamboleschi, frazioni di gara in cui hanno la meglio attimi di confusione che lasciano gioco facile agli avversari, e spesso e volentieri una difesa che sotto canestro resta ancora troppo aperta e facile da battere. Le gambe scattanti che hanno la meglio in attacco non sempre hanno lo stesso valore anche nell’altra metà campo. Di positivo c’è che fino ad ora questo dettaglio negativo ha inciso in modo minore rispetto a stagioni precedenti, con gli orogranata che tendono a perdere la concentrazione per alcuni tratti tra terzo e ultimo quarto, ma riuscendo generalmente a recuperare le forze negli ultimi minuti di gara, risultando spesso comunque vittoriosi.
Quest’ultimo dettaglio forse uno degli aspetti principali dei miglioramenti visti nel gruppo; negli anni passati spesso e volentieri tante gare sono state perse proprio sui finali dopo momenti di buio in campo. In questa stagione invece gli orogranata si dimostrano squadra forte in tutti i sensi, riuscendo a ricompattarsi o trovare l’uomo che porta alla vittoria – che spesso è uno se non un’unione dei sopra nominati, a cui si unisce Wheatle -.

Cosa dovrebbe succedere perchè la squadra vinca la coppa.
Come spesso e volentieri abbiamo visto nelle passate stagioni Tortona ha un po’ il ruolo di ombra nera per i Veneziani, caduti spesso e volentieri per mano dei lombardi che portano gli orogranata a giocare anche cattive prestazioni.
La Reyer per arrivare in finale ironicamente deve fare forse più attenzione alla prima sfida rispetto alle successive, dovessero essere anche contro big.
Agli orogranata la Coppa Italia non è mai piaciuta troppo, una competizione vinta solo nel 2020, con qualificazioni spesso sudate e all’ultimo minuto, in cui più di qualche volta sono usciti già alla prima gara. Dovessero perciò passare il primo turno la carica data da questa nuova esperienza sarebbe di già un fattore positivo aggiunto visto che per tutto il roster sarebbe la prima esperienza.
Se gli orogranata continuano a giocare come nelle ultime sfide, tolto il finale con Reggio, allora le chance per la squadra di Spahija si fanno decisamente elevate.
Mentre l’attacco non è più un problema, tentando di gestire al meglio possibile inizi ballerini di alcuni giocatori (Valentine ad esempio), con una difesa più compatta e attenta la Reyer Venezia si fa contender di punta per questa edizione della Coppa.
Ciò che gli orogranata devono aver bene in mente è il proprio valore e la propria forza già spesso dimostrate, una squadra che alle volte sembra peccare di poca fiducia che si trasforma in occasioni mancate, questa volta deve affrontare la sfida Coppa Italia carica della consapevolezza di essere fra le migliori del momento e giocare davvero come tale.
