La NBA si prepara a una possibile rivoluzione. Il commissioner Adam Silver ha informato i 30 General Manager della lega sull’intenzione di introdurre nuove regole per contrastare il fenomeno del tanking a partire dalla stagione 2026/27. La notizia è stata riportata da Shams Charania di ESPN.
Durante la conferenza stampa dell’All-Star Game, Silver ha dichiarato di voler “decisamente” affrontare il problema, sottolineando come la lega stia valutando “ogni possibile rimedio” per ridurre una pratica che, secondo molti dirigenti, rischia di compromettere competitività e credibilità.
NBA e tanking: perché la lega vuole cambiare le regole
Secondo Sam Amick di The Athletic, durante l’incontro c’è stato ampio consenso tra il commissioner, la segreteria NBA e i General Manager sulla necessità di intervenire.
Il tanking — ovvero la scelta strategica di perdere partite per ottenere una posizione migliore al Draft — è stato definito una minaccia per “l’integrità e la sostenibilità a lungo termine” della NBA.
Un GM avrebbe ammesso senza mezzi termini:
“Siamo tutti colpevoli.”
Anche Mike Krzyzewski, oggi consulente speciale per le operazioni cestistiche della lega, ha elogiato i dirigenti per aver riconosciuto il problema, invitandoli a prepararsi ai cambiamenti in arrivo.
Le possibili nuove regole anti-tanking dal 2026/27
Durante la riunione del comitato di gennaio e nella call con i GM sono state discusse diverse ipotesi di modifica del regolamento:
limitare le scelte al primo turno con protezioni per le prime quattro o le prime 14 squadre.
Vietare scelte tra le prime quattro per anni consecutivi o dopo due stagioni chiuse tra le ultime tre.
Impedire a una squadra di selezionare tra le prime quattro se ha raggiunto le finali di Conference l’anno precedente.
Congelare le quote della lottery alla trade deadline o in una data successiva da definire.
Appiattire ulteriormente le percentuali di tutte le squadre della lottery.
Assegnare le probabilità in base ai record degli ultimi due anni.
Estendere la lottery alle otto squadre partecipanti ai play-in.
Si tratta di proposte ancora in fase di valutazione, ma l’intenzione della lega appare chiara: rendere meno conveniente perdere volontariamente.
Il precedente del 2019: perché non è bastato
Nel 2019 la NBA aveva già provato a limitare il tanking modificando le probabilità della Draft Lottery e appiattendo le percentuali delle peggiori squadre. Tuttavia, in presenza di classi Draft particolarmente ricche di talento, molte franchigie hanno continuato a puntare strategicamente al fondo della classifica.
Il dibattito resta aperto. Anche Sam Quinn di CBS Sports ha commentato sui social che tutte le proposte attualmente sul tavolo presentano criticità.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Le modifiche potrebbero entrare in vigore già dalla stagione 2026/27, ma prima servirà l’approvazione formale e un confronto con l’associazione giocatori.
La sensazione è che la NBA sia pronta a un intervento strutturale sul sistema Draft. Se le nuove regole verranno approvate, il modo di costruire le squadre potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi anni.
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