C’è un filo conduttore che lega Torino, Trento e Vitoria, e ha il volto di Paolo Galbiati. Il tecnico italiano, ormai ribattezzato il “Re di Coppe”, ha firmato un’impresa destinata a restare negli annali del basket europeo, guidando il Baskonia alla conquista della Copa del Rey 2026. Un successo arrivato dopo aver abbattuto i giganti del Barcellona in semifinale e del Real Madrid in finale.
Dalla “Coppa dell’incoscienza” al trionfo di Vitoria
Nell’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, Galbiati ripercorre le tappe di una carriera costellata di finali da brivido. Se il successo del 2018 a Torino fu figlio di un “miracolo sportivo” e quello di Trento nel 2025 una vittoria costruita su una chimica speciale, l’impresa in terra spagnola assume i contorni del sogno.
«In meno di 22 ore abbiamo battuto Barcellona e Real Madrid», ha dichiarato il coach, definendo la sensazione come qualcosa di pazzesco, quasi riduttivo da descrivere. Il tecnico ha ricordato i momenti di insonnia prima della finale e lo stupore di un “ragazzo di Concorezzo” arrivato a sollevare il trofeo più prestigioso di Spagna.
La filosofia di un sognatore: divertimento e umiltà
Nonostante la consacrazione internazionale, Galbiati non intende cambiare il proprio approccio. Paolo Galbiati ha ribadito la sua natura: «Sono un sognatore felice. Faccio fatica a pensare che cresco, voglio andare avanti a divertirmi e a essere me stesso».
Un ruolo fondamentale in questa cavalcata lo ha avuto anche il rapporto con lo spogliatoio. Galbiati ha svelato un aneddoto su Rodions Kurucs, che dopo una sconfitta in campionato contro Tenerife aveva predetto la vittoria in coppa, dando la carica a tutto l’ambiente. Anche il Presidente della FIP, Gianni Petrucci, si è congratulato con il tecnico, confermando la stima per un allenatore che ha saputo tenere i piedi per terra nonostante lo straordinario successo.
Il futuro: l’Italia resta nel cuore
Nonostante l’idillio con Vitoria, dove è già considerato un eroe nazionale, Galbiati non dimentica le sue radici. Sebbene si dichiari felicissimo in Spagna, Galbiati ammette di avere ancora molti “sogni nel cassetto” per il futuro, senza escludere un ritorno in Italia, pur continuando a lavorare con la consueta dedizione che lo ha portato sul tetto della Spagna.
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