Peppe Poeta ha parlato in sala stampa dopo la vittoria dell’Olimpia Milano sul Barcellona, una partita definita dallo stesso coach come “pazza” per come si è sviluppata nel finale.
“Sono molto contento per i primi tre quarti, sicuramente i migliori della stagione in attacco e in difesa, muovendo bene la palla. Eravamo avanti di 27, poi abbiamo alzato le mani dal volante troppo presto e, quando abbiamo provato a rimetterle, non ci siamo riusciti. Però abbiamo vinto.”
Sul crollo del quarto periodo, Poeta ha escluso problemi fisici: i minuti erano stati distribuiti, ma il Barcellona ha cambiato quintetto con giocatori più grandi fisicamente, e Milano ha pagato dazio con qualche canestro facile sbagliato e alcune difese rivedibili.
“L’Eurolega è sempre stata una lega di break e controbreak. Questo un po’ eccessivo, ma sono cose che succedono. Non devono spaventare, ma far capire che bisogna fare meglio.”
Il fattore esperienza e la lacuna in regia
Poeta ha riconosciuto che quanto accaduto nel quarto quarto potrebbe lasciare qualcosa nella testa dei giocatori, ma ha scelto di ribaltare la prospettiva: può diventare un vantaggio, visto che alla fine la partita è stata vinta. Ha poi sottolineato un elemento strutturale della squadra: “Giochiamo con un play di 22 anni rookie ed è normale non siamo così costanti.” Sul ruolo del playmaker, ha aggiunto che con la situazione legata a Lorenzo, c’è una lacuna in termini di esperienza e vissuto.
Sul nervosismo di Shields nel finale, la lettura del coach è stata chiara: “Era arrabbiato per la rimonta subita.” La frustrazione era legata al momento, con tutti che hanno esitato a passare la palla nei possessi decisivi. “La rabbia era legata al momento, la frustrazione da rimonta.”
La chiusura di Poeta è stata netta:
“Alla fine vinci in casa col Barcellona e va sottolineato soprattutto questo.”
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