La Supercoppa LBA 2026, di scena il 19 e 20 settembre, si presenta ai nastri di partenza con una narrazione tecnica particolarmente intrigante. Olimpia Milano e Virtus Bologna, che si sfideranno in semifinale, sono le due ovvie favorite. Dall’altra parte ci sono la Reyer Venezia e i padroni di casa della Bertram Derthona Tortona, che, sfruttando il calore del pubblico, vogliono candidarsi al ruolo di outsider per il primo trofeo stagionale. Giocare la Final Four nella nuovissima Nova Arena non rappresenta soltanto un vantaggio ambientale di immenso valore, ma il palcoscenico ideale per consacrare la crescita strutturale di un club ormai stabilmente nell’élite del basket italiano.
Il “Fattore Campo” e l’inerzia emotiva della Nova Arena
L’impatto di un impianto casalingo all’esordio in una competizione ufficiale è un parametro spesso sottovalutato ma cruciale nei tornei con formula knock-out. La spinta del pubblico amico e la perfetta aderenza ai bioritmi della nuova arena offrono a Tortona una comfort zone tecnico-ambientale superiore rispetto alle rivali. In partite decise da possessi chiave, l’energia del supporting cast sugli spalti permetterà ai giocatori di accendersi in caso di finali punto a punto, orientando potenzialmente l’inerzia del match.
Densità difensiva e versatilità nelle rotazioni
Il sistema difensivo impostato da Mario Fioretti poggia su un’elevata densità nel pitturato, garantita dal tonnellaggio atletico e dalla difesa di posizione di Justin Gorham e Dominik Olejniczak, combinata a una pressione asfissiante sul portatore di palla avversario. Affrontare una batteria di esterni dinamica come quella di Venezia richiederà un eccellente lavoro di ricognizione sul pick and roll. Qui entra in gioco la versatilità del frontcourt: giocatori come Karim Jallow, specialista difensivo già visto in LBA con la Virtus Bologna, garantiscono un sincronismo perfetto nei cambi difensivi, permettendo di schierare quintetti undersized ma reattivi. Sugli esterni, l’aggressività di guardie atipiche come Aljami Durham sarà fondamentale per sporcare le linee di passaggio e tramutare le palle perse in transizioni offensive ad alto indice di eFG%.
Playmaking d’élite e profondità del supporting cast
Nei tornei a 4 squadre concentrati in ventiquattro ore, la gestione del minutaggio e l’impatto della panchina determinano la freschezza atletica nella finale domenicale. Tortona vanta un backcourt in cui le letture lucide di Prentiss Hubb e le fiammate del nuovo arrivato Dante Maddox consentono di dettare un pace elevato, volto a stancare i reparti lunghi più macchinosi delle avversarie. A questo si unisce la bidimensionalità offensiva di un lungo mobile come Paul Eboua, chiamato al definitivo salto di qualità in questa stagione, e l’apporto di un giocatore affidabile come Giordano Bortolani nello spot di 2. La circolazione di palla in uscita dai blocchi e la ricerca costante delle spaziature ottimali consentono a questo gruppo di punire ogni minima esitazione sui close-out avversari.
I dubbi sulla preparazione e sulla condizione fisica
Nelle prime amichevoli pre stagionali, Tortona è apparsa tuttavia ancora poco coesa e molto indietro per quanto riguarda la preparazione fisica. Alcuni giocatori, Durham su tutti, si sono uniti al gruppo da poco tempo e questo potrebbe incidere non poco sull’impatto sul parquet. L’assenza forzata di un lungo bidimensionale e molto fisico come Amar Alibegovic potrebbe inoltre pesare. In ogni caso, con un gruppo coeso, un arsenale offensivo ben orchestrato, una difesa al ferro di buon livello e l’inerzia del fattore casa, la Bertram Derthona Tortona possiede tutti i requisiti geometrici e tattici per ribaltare i pronostici della vigilia e sorprendere ancora in questa Supercoppa 2026.
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