Uno dei temi più urgenti e irrisolti del basket italiano è quello della sostenibilità economica dei club. Nella nostra intervista esclusiva, Gianmaria Vacirca ha affrontato il tema con la concretezza di chi quei conti li ha davvero gestiti, portando una visione che ribalta il rapporto tradizionale tra società sportiva e territorio.
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Le parole di Gianmaria Vacirca su un tema spinoso
“La sostenibilità…costa. Ma concretamente credo — almeno quello che voglio dire si sta provando a fare qua — è innanzitutto il dialogo con i territori, quindi il dialogo col territorio è fondamentale perché è nei territori che tu — voglio dire — crei il seguito e voglio dire quella somma di cose tale per cui tu diventi un player di riferimento, quindi però da questo punto di vista bisognerebbe ribaltare un po’ i vecchi discorsi. Io 15 anni fa a Montegranaro chiedevo aiuto al territorio, dicevo ma il territorio ci deve aiutare, 20 anni dopo ritengo, per tutta una serie di specificità, che il Derthona Basket debba essere una piattaforma a disposizione del territorio e che debba dialogare con tutti gli attori del territorio ma non chiedendo aiuto ma dando un contributo e quindi in un interscambio sia valoriale che possa generare reale valore.
Quindi questa è la prima cosa, poi c’è l’annoso tema delle società sostenibili e quindi l’annoso tema dei costi del settore giovanile, poi quanto costa la squadra, questo è un argomento sul quale oggi è inutile girarci attorno, fatti salvi esempi molto virtuosi si fa molta fatica, quello che possiamo dire noi senza metterci alcun tipo di medaglia, dai numeri che abbiamo in qualche maniera messo a terra un anno fa siamo riusciti a stare abbondantemente sotto questi numeri quindi con una gestione che è stata molto oculata e molto attenta a tutte le voci di costo e quindi questo ci ha permesso di fare un anno per certi versi sostenibile.”




