A pochi giorni dal compimento dei suoi 40 anni, Marco Belinelli regala ai fan un progetto che va ben oltre il parquet. Il docu-film The Basketball Dream, presentato in anteprima a Bologna, non è solo una cronaca della sua straordinaria carriera, ma un messaggio diretto alle nuove generazioni. “Siamo partiti dalla mia storia, dalla carriera per un messaggio”, ha dichiarato il campione, sottolineando come l’obiettivo principale sia quello di lasciare un segno positivo.
Dai ricordi NBA al legame con San Giovanni
Il docu-film ripercorre le tappe fondamentali della vita del “Cinno di Sangio”: dall’esordio in Serie A al sogno americano, fino alla conquista dell’anello con San Antonio e la storica vittoria nella gara del tiro da tre all’All Star Game. Come riportato da QS Resto del Carlino, Belinelli riflette sul suo percorso con la consapevolezza di chi ha vissuto momenti indimenticabili: “Rivedermi è stata un’emozione. Metterli in fila, uno dopo l’altro, mi ha regalato maggiore consapevolezza”.
Il rimpianto azzurro e lo sguardo al futuro
Nonostante un palmarès da leggenda, Beli non nasconde l’unico vero cruccio della sua carriera: “Lo so, ma non ho vinto nulla con quei colori. Quando rappresentavo un’intera nazione”. Tuttavia, il rapporto con il mondo della pallacanestro resta viscerale. Oggi, tra il lavoro per Sky e il ruolo di ambasciatore della Virtus Bologna, il suo impegno è rivolto alla crescita dei talenti emergenti: “Bisogna avere pazienza e dar loro la possibilità di lottare”.
Un film per ispirare
Il documentario, diretto da Giorgio Testi, vanta la partecipazione straordinaria di icone come Tony Parker, Emanuel Ginobili, Andrea Bargnani e Baron Davis. Un cast d’eccezione per raccontare una storia di perseveranza e passione. Per i giovani aspiranti giocatori, le parole di Belinelli risuonano come un invito alla costanza: “Comincerei dicendo alle ragazze e ai ragazzi di avere pazienza. Di credere e avere la capacità di sognare”.





