Non è una partita come le altre. Domani sera l’Olimpia Milano ospita il Maccabi Tel Aviv in Eurolega, e i venti di guerra nel Medio Oriente trasformano la sfida in un evento che va oltre il basket. La città è in allerta, con bonifica anti-attentato e capillari servizi di vigilanza previsti dalla Prefettura. Ieri si è tenuto un tavolo tecnico per coordinare i servizi e l’area attorno a piazzale Stuparich sarà presidiata più del solito.
Nessun tifo israeliano in palazzetto
Non saranno ammesse manifestazioni di tifosi israeliani all’Allianz Cloud. La curva Olimpia ha già espresso la propria posizione con un comunicato:
“Ancora una volta ribadiamo il nostro civile dissenso verso la presenza di rappresentative in nome di un Paese che ha fatto impunemente della guerra uno status quotidiano.”
Il precedente con l’Hapoel Tel Aviv ad Assago, quattro mesi fa, aveva già visto misure di sicurezza rafforzate con poliziotti in borghese più attenti del solito su striscioni e bandiere palestinesi.
La situazione sportiva
Sul parquet, Olimpia e Maccabi si giocano punti pesanti in chiave play-in. La vittoria sul Barcellona ha rimesso Milano in corsa: Shields e compagni sono dodicesimi, a una vittoria dal nono posto e a due dal sesto.
Gli uomini di coach Kattash, con quattro vittorie consecutive prima del derby con l’Hapoel rinviato per la crisi internazionale, hanno talento ed esperienza diffusa, da Lonnie Walker a Jaylen Hoard, per provare a sorprendere.
La sfida obbligata
Affrontare il Maccabi potrebbe essere rischioso per una Olimpia fragile, come mostrato nel derby con Cantù, vinto sulla sirena. Torneranno Ellis e Booker, e non ci sarà spazio per calcoli: l’Olimpia dovrà giocare per vincere, prima del big match di campionato contro Bologna. Il rinvio richiesto per la sfida a lunedì non è stato concesso dalla Virtus, confermando la pressione su Milano.
