I numeri parlano da soli. In casa Guerri Napoli, le percentuali confermano la sensazione comune dopo la gara interna contro Varese: il gruppo squadra ce la sta mettendo tutta per rimettersi sui binari in direzione playoff. Le cifre stagionali di Rasir Bolton non sono mai state eccessivamente basse, ma è il confronto con le settimane precedenti a raccontare la svolta.
Contro Varese, Bolton ha firmato una prova da leader indiscusso partenopeo realizzando 19 punti con un irreale 83% da due e 50% da tre, per una valutazione di 30. Numeri che segnano una crescita netta rispetto alle settimane in cui la prestazione al tiro era calata sensibilmente. Ma per Napoli non si è trattato solo di una buona performance individuale: è stata una vera e propria rinascita dalle proprie ceneri, se si considera che circa un mese fa si vociferava addirittura di un eventuale taglio di Bolton. Quando alza le percentuali, Napoli cambia volto e diventa inarrestabile.
L’effetto Doyle e la crescita di Caruso
Accanto alla rinascita di Bolton, cresce anche Guglielmo Caruso, in un percorso più silenzioso ma altrettanto rilevante. I suoi numeri stagionali — 5,2 punti, 65% da due, 9 rimbalzi — non restituiscono il salto recente: nelle ultime uscite il lungo azzurro ha aumentato valutazione e presenza sotto canestro, con 9 punti e 5 rimbalzi di media e una valutazione salita a 13. Più coinvolto nei giochi, anche dopo l’arrivo di Totè, più reattivo a rimbalzo, continua nelle letture degli avversari: Caruso sta diventando un riferimento interno credibile per tutta la squadra.
Nella gara contro Varese, poi, la crescita del centro di San Sebastiano al Vesuvio è risultata ancora più evidente. Si è complicato anche l’impatto di Milton Doyle all’esordio in canotta Napoli, eppure gli azzurri hanno portato a casa una prestazione quasi perfetta: 104 punti segnati, 75 concessi, 54 rimbalzi catturati, 38 difensivi e una valutazione complessiva di 125. La miglior Napoli della stagione, senza dubbio.
La continuità come unica strada
Ora viene il bello. Napoli si è accesa, ma dovrà restare accesa fino alla fine della stagione. Lo ha sottolineato anche coach Alessandro Magro, mantenendo sempre i piedi per terra: l’entusiasmo della singola vittoria serve, ma serve costruire continuità. Ritmo, scelte, gestione: è lì che Napoli deve crescere per trasformare i segnali in identità.
Anche perché, attorno alla squadra, il clima si è fatto più esigente. La risposta dei tifosi nell’ultima gara casalinga, dopo le sei sconfitte consecutive, è stata forte. Parte della curva ha deciso di chiudere simbolicamente una porzione degli spalti nella curva est dell’impianto. Il messaggio è arrivato chiaro, senza filtri, dritto in faccia agli atleti: «Meritiamo di più».
Le percentuali di Bolton, la crescita di Caruso, i picchi contro Varese raccontano una squadra che può esserci. Ma il percorso per agganciare i playoff e le dirette concorrenti passa da un solo concetto: la continuità. E se Napoli non riuscirà a trovarla domenica in trasferta a Cremona, la prestazione di pochi giorni fa sarà stata solo fumo negli occhi.
