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Olimpia Milano, Baiesi: “Poeta allena una squadra costruita per un altro coach”

Nel corso di una lunga intervista rilasciata a La Repubblica Milano, Daniele Baiesi, Direttore Sportivo dell’Olimpia Milano, ha offerto una lucida analisi del suo primo periodo in biancorosso. Un racconto che mette in evidenza criticità, cambiamenti e prospettive future del club più titolato d’Italia.

L’arrivo di Baiesi ha segnato una svolta nella gestione, portando con sé l’esperienza maturata al Bayern Monaco e una visione sempre più internazionale, fondamentale nel contesto competitivo dell’Eurolega moderna.

L’addio di Messina e uno “tsunami” emotivo

Uno dei passaggi più forti riguarda l’uscita di scena di Ettore Messina, evento che ha profondamente scosso l’ambiente milanese:

“Il percorso è stato abbastanza accidentato, le dimissioni di Messina sono state uno tsunami, abbiamo vissuto sull’onda emotiva un mese e poi i problemi strutturali e circostanziali sono tornati a galla.”

Baiesi sottolinea come il cambio in panchina abbia lasciato una squadra costruita per un altro sistema di gioco, creando inevitabili difficoltà di adattamento:

Oggi abbiamo un nuovo allenatore che guida una squadra allestita per un altro coach e che non ha toccato, fatta eccezione per l’esclusione di Lorenzo Brown per i motivi spiegati di reciproche incompatibilità.

Problemi strutturali e mancanza di identità

L’analisi entra poi nel merito delle prestazioni della squadra, evidenziando limiti soprattutto sul piano difensivo e mentale:

“Abbiamo un gruppo che non ha senso di urgenza in difesa, competitivo, ma che ha lasciato lì le partite che avrebbero potuto fargli fare un salto di qualità”.

Un tema chiave è quello della continuità, o meglio della sua assenza. Baiesi richiama anche il pensiero di Gigi Datome:

“Datome mi ha detto che quando cambi tanto tutti gli anni fai fatica a creare un vissuto da parte di un gruppo e di una società che ti dia gli strumenti per uscire dai momenti di difficoltà.”

Mercato e strategia: Milano non è Monaco

Sul fronte mercato, Baiesi evidenzia le differenze tra la realtà milanese e quella tedesca:

“A Milano è più difficile fare come al Bayern, dove ho preso Bonga e Francisco prima che diventassero Bonga e Francisco.”

Un passaggio che sottolinea quanto sia complesso anticipare il talento in un contesto dove le aspettative sono immediatamente elevate. Tuttavia, il dirigente lascia spazio anche all’ottimismo:

“Anche se la storia di Brooks insegna che i giocatori buoni ci sono, se li conosci e dai loro il tempo di sbagliare e di imparare”.

Scenari futuri: occhi su Alec Peters

Guardando avanti, iniziano già a emergere le prime indiscrezioni di mercato. Tra queste, il possibile arrivo di Alec Peters, che potrebbe sostituire Zach LeDay nella prossima stagione.

Un’operazione che, se confermata, segnerebbe un ulteriore tassello nella costruzione di una nuova identità tecnica.

L’intervista di Baiesi restituisce l’immagine di un club in transizione, alle prese con la necessità di ritrovare solidità e continuità. Tra scelte tecniche, gestione del gruppo e visione strategica, l’Olimpia Milano è chiamata a reinventarsi per tornare protagonista in Italia e in Europa.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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