Home Lega Basket Virtus Bologna, 50 anni fa il tricolore impossibile di Masnago

Virtus Bologna, 50 anni fa il tricolore impossibile di Masnago

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Dan peterson
Foto AlessiaDoniselli / Ciamillo-Castoria

Era una domenica di primavera, il 4 aprile 1976, quando la Virtus Bologna profanò Masnago, il tempio della grande Pallacanestro Varese, inviolato da quattro anni, conquistando il settimo scudetto.

Tre giorni prima, la Mobilgirgi di Sandro Gamba aveva alzato la Coppa dei Campioni battendo il Real Madrid a Ginevra, confermando la grandezza della squadra lombarda.

Il trionfo tra incredulità e festa

«Vincerà Bologna solo se crollerà il tetto dell’arena», titolava un quotidiano del nord. Gli assi della Virtus finirono invece per celebrare la vittoria tra l’incredulità dei padroni di casa. L’atmosfera fu esaltante: l’82-75 finale ancora palpita negli scatti di quei momenti, tra pianti e abbracci, tutti meno Dan Peterson, che venne licenziato poche ore dopo.

Gigi Porelli, l’uomo del progetto

Dietro a quella vittoria c’era Gigi Porelli, l’uomo del progetto Virtus Bologna. Impassibile, concentrato sul premio e sul lavoro, accompagnò Peterson e la squadra con una visione che combinava strategia e cura dei dettagli, regalando al coach libri e strumenti per comprendere la città e la sua cultura.

Peterson e la città

Dan Peterson, appena arrivato in Italia, guidò la Virtus Bologna con rigore, mentre Porelli gestiva altri perimetri. Lo scudetto fu interpretato come vittoria della città, simbolicamente suggellata dal gesto del pallone vincente portato al sindaco a Palazzo d’Accursio. Una tradizione che ancora oggi resta patrimonio della comunità bolognese.

Il simbolo degli scudetti a sorpresa

Se gli scudetti a sorpresa sono i più amati dai tifosi, quello del ’76 resta il padre di tutti. Mezzo secolo dopo, i protagonisti come Caglieris, Antonelli, Bertolotti, Driscoll, Serafini, Valenti, Sacco, Bonamico, Martini e Tommasini continuano a essere ricordati come eroi di un’impresa leggendaria.

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