A poche ore dalla Supercoppa 2025, la leggenda del basket italiano Dan Peterson analizza il momento della Virtus Bologna, dell’Olimpia Milano e della Serie A. In un’intervista esclusiva al Resto del Carlino, l’ex coach – che a gennaio compirà 90 anni – parla con la solita lucidità di squadre, allenatori, sistema e futuro della pallacanestro italiana.
Supercoppa, Virtus-Milano è già una finale anticipata
Secondo Peterson, Virtus e Olimpia restano le due principali protagoniste del campionato:
«Si gioca al Forum, quindi do un leggero vantaggio a Milano: 51 a 49. Ma è una sfida aperta, tra due squadre profondamente rinnovate e molto interessanti».
Entrambe le squadre, infatti, hanno ringiovanito i roster. Milano ha affiancato Peppe Poeta a coach Ettore Messina, mentre Bologna si affida alla continuità di un leader come Dusko Ivanovic.
Ivanovic? Una certezza assoluta
Dan Peterson non ha dubbi:
«Ivanovic ha sempre avuto un’idea chiara di basket. Sa scegliere giocatori, anche quelli meno “brillanti” sulla carta, e trasformarli in fenomeni. Ha un’etica del lavoro unica».
Il coach sottolinea l’importanza della figura di Giorgio Armani nella continuità del progetto Olimpia, anche dopo l’annuncio dell’uscita dal fronte operativo:
«L’Olimpia resterà forte: la Fondazione Armani garantirà stabilità».
Virtus con sei esterni? «Non sono troppi»
Peterson respinge i dubbi sulla scelta di Ivanovic di costruire un roster con tanti esterni:
«Il basket moderno è fatto di velocità, pick’n’roll, scarichi, spaziature. Sei esterni possono essere un vantaggio. Basta fidarsi di chi li guida».
Scudetto? Troppo presto per dirlo
L’ex allenatore mantiene una posizione prudente quando si parla di pronostici:
«Chiedetemelo a dicembre. Prima voglio vedere un po’ di partite. Ora sarebbe prematuro parlare di chi è favorito per lo scudetto».
Tuttavia, sottolinea la presenza di outsider come Brescia, Venezia, Trento e Trapani, in grado di sparigliare le carte.
Il basket italiano cresce: «Vedo fermento e segnali positivi»
Peterson è ottimista sul futuro della pallacanestro italiana:
«C’è fermento. Nuovi coach, come Fioretti a Tortona, nuovi palazzetti e il ritorno in Italia di dirigenti come Maurizio Gherardini. Siamo sulla strada giusta».
Tornare in panchina? «Vedendo queste squadre, mi torna la voglia»
Con il sorriso, coach Peterson confessa:
«Quando vedo queste due squadre, mi viene voglia di rimettermi in panchina. Mi stuzzicano entrambe».
Alla domanda su quale delle due sceglierebbe oggi, Peterson risponde diplomaticamente:
«Sono curioso. Per capirle davvero, servono settimane. Intanto godiamoci lo spettacolo della Supercoppa».
