Home Virtus Bologna Virtus, crisi senza fine. Anche il Baskonia passa all’Arena, le pagelle.

Virtus, crisi senza fine. Anche il Baskonia passa all’Arena, le pagelle.

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Marcus Howard Virtus Bologna - Baskonia Euroleague 2025/26 Bologna, 10/04/2026 Foto B.Costantini / Ciamillo-Castoria

I primi 5 minuti della Virtus sono una sintesi impietosa dei problemi di questa squadra. Una guida che pare, al momento, avere poche idee ma confuse, che schiera un quintetto del tutto improbabile e che, infatti, prende un parziale terrificante e che ci mette un tempo lunghissimo a metter rimedio ai suoi stessi errori. Una stella in pieno stato di eclissi, che sbaglia più scelte delle treccine che ha in testa. E poi le assenze, quella del suo miglior giocatore (da oltre due mesi, è bene ricordarlo) e quella del suo alter ego argentino che lasciano la costruzione del gioco più orfana di un personaggio del Libro Cuore; come se non bastasse, stasera manca anche l’unica alternativa alla presunta star. Il quadro complessivo è più desolante e senza difese dell’Agnus Dei di Zurbarán (qui sotto, per chi non lo ricordi: un’ottima allegoria della Virtus di oggi).

Ma, c’è un ma. Questa è comunque una squadra che è stata, così pare, accontentata nell’allontanare un allenatore cattivo cattivo, e che da allora ha solo perso, perso e ancora perso. Senza avvicinarsi nemmeno a vincere una partita che fosse una, in campionato ed in Eurolega. E allora c’è da chiedersi che cosa abbiano dentro questi giocatori, se pur qualcosa hanno, se i soli Daniel Hackett, 38 anni, e Matteo Baiocchi, 18, giocano come se competere importasse e perdere fosse qualcosa che si vuole evitare al massimo delle proprie possibilità.

Giocatore decisivo: Timothe Luwawu – Cabarrot entra tardi nella partita ma se ne appropria con la serena tranquillità di chi sa aspettare e non sbaglia una scelta che sia una. Se si pensa dov’era un paio d’anni fa…

Da rivedere: la scelta di esonerare Dusko Ivanovic, che al momento sembra un doppio, triplo autogol. Nenad Jakovljevic sarà, è certamente, bravissimo, ma al momento non sta riuscendo a dare nulla di quello che il suo esperto predecessore dava a questa squadra. Ordine e quadratura, prima di tutto. Forse anche un po’ di bastone a giocatori che probabilmente – oseremmo dire certamente – ne hanno molto più bisogno di quanto essi stessi credano. Il quintetto iniziale, che riesce nella non facile impresa di segnare 2 punti in 5 minuti (prendendone 14) è lo specchio dell’attuale stato di confusione della guida tecnica della Virtus.

 

Kosner Baskonia Vitoria-Gasteiz

Howard 5: partita difficile, passa tiri, non arriva mai il suo momento.

Diakite 7,5: prestazione difensiva clamorosa, preciso in attacco, rimbalzi, impatto costante, bravissimo.

Nowell 5,5: 10 minuti, non incide.

Villar 6: dà equilibrio alla squadra mentre Forrest rifiata.

Omoruyi 8: personal best in Eurolega, la sua energia è tripla di quella di quasi tutti i giocatori avversari.

Luwawu – Cabarrot 8: prova di enorme maturità, non forza mai, prende solo buoni tiri, entra tardi e lascia che la partita venga da lui. Quello che manca alla stella della squadra avversaria.

Spagnolo 6,5: parte bene poi si perde un po’, somma comunque minuti di qualità.

Forrest 7: bella partita dell’ex Trento, 8 assist ed un controllo costante del match.

Radzevicius 5,5: parte in quintetto, impalpabile.

Frisch 6,5: rimbalzi e qualche giocata di energia.

Joksimovic n.e.

Virtus Bologna

Baiocchi 7: la Virtus ha tanto bisogno di testa e ordine che è un diciottenne a cambiare la partita. Inizia teso, com’è ovvio, poi acquisisce sicurezza e gioca oltre 15 minuti senza sbagliare una scelta. Forse l’unica buona notizia della serata.

Edwards 5: L’inizio è terrificante. Esce, e la Virtus inizia a giocare a basket. Poi ci prova anche, ma la selezione dei tiri è indecente, e così le percentuali.

Niang 7: eccellente prova difensiva, bene anche in attacco, flirta con la doppia doppia, tra i pochi a provarci.

Accorsi n.e.

Smailagic 4,5: tra i peggiori passatori che si ricordino da queste parti, la forma è pessima, sbaglia i tiri che potrebbero, forse, metterlo in partita.

Alston jr. 6,5: la sua partita è una sinusoide tra momenti ottimi ed altri in cui sbaglia le scelte, soprattutto offensive. Si prende comunque molte responsabilità, con personalità.

Hackett 8: commovente. Entra con la squadra sotto di 13 e la riprende praticamente da solo, come se questa partita contasse nella carriera di un giocatore di 38 anni che ha vinto più di tanti suoi mollissimi compagni messi insieme. Se solo venisse preso ad esempio.

Ferrari 6,5: fa molte cose utili anche quando non fa canestro, anche e soprattutto a rimbalzo e in difesa, con umiltà, con bell’atteggiamento.

Diarra s.v.: entra in un quintetto assurdo e naufraga con tutti i compagni. Non viene riproposto.

Jallow 5,5: prova a fare cose utili ma in attacco non ne azzecca una. Gioca molti minuti, ce la mette tutta, resta ad oggi un giocatore molto diverso da quello di inizio anno.

Diouf 6,5: aggiusta le cose sotto canestro, forse meriterebbe qualche palla in più in attacco.

Akele s.v.: un paio di sbavature, un paio di rimbalzi.

Jakovljevic s.v.: merita di non vedere riassunta la sua partita in un numero. Si trova in una situazione complicatissima, anche se non si aiuta con un quintetto iniziale assurdo. Reagisce tardi, ma poi è bravo a mettere in campo, e lasciarlo, Baiocchi. La gestione di Edwards è molto complessa, e non se la cava benissimo. Forse nessun allenatore d’Europa vorrebbe essere al suo posto.

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