La stagione dei Milwaukee Bucks si è chiusa con un bilancio impietoso di 32 vittorie e 50 sconfitte, e la dirigenza non ha perso tempo: Doc Rivers è stato sollevato dall’incarico di head coach immediatamente dopo la fine della partita contro Philadelphia (persa per 126-106).
Il 64enne allenatore, fresco di nomina nella Hall of Fame, era arrivato sulla panchina dei Bucks a metà della stagione 2023-24, sostituendo Adrian Griffin. Nonostante la grande esperienza accumulata in NBA — con trascorsi alla guida di Magic, Celtics, Clippers e 76ers, oltre al titolo conquistato nel 2008 con Boston — Rivers non è riuscito a invertire la rotta della franchigia del Wisconsin.
Un anno e mezzo di risultati deludenti
Nella sua prima mezza stagione a Milwaukee, Rivers aveva chiuso con un record di appena 17-19, venendo poi eliminato al primo turno dei playoff dagli Indiana Pacers. L’anno successivo i Bucks erano riusciti a tornare in postseason, ma la serie contro Indiana si era conclusa nuovamente con un’eliminazione, aggravata dalla rottura del tendine d’Achille di Damian Lillard. Proprio in quel momento, il futuro di Giannis Antetokounmpo a Milwaukee era diventato oggetto di intense speculazioni.
La mossa per trattenere Antetokounmpo
Nel tentativo di restare competitivi e convincere la stella greca a rimanere anche per la stagione 2025-26, i Bucks avevano lasciato partire Lillard e inserito in roster Myles Turner. Una mossa che però non ha prodotto i frutti sperati: fin dalle prime battute del campionato è apparso evidente che Milwaukee non aveva più le risorse per competere ad alto livello.
La franchigia pagherà a Rivers anche lo stipendio previsto per la stagione 2026-27, chiudendo così definitivamente il capitolo legato all’esperto allenatore.
