Diciassette punti contro Trento, con un otto su otto dal campo che racconta di una serata quasi perfetta dal punto di vista realizzativo. Eppure Paul Biligha, 35 anni, pivot della Bertram Tortona, preferisce spostare l’attenzione altrove. «Bello segnare tanto, ma io devo difendere»: una frase che vale più di qualsiasi statistica.
Quei 17 punti rappresentano la sua terza miglior prestazione in carriera, dopo i 23 con la Vanoli Cremona nel 2016-17 e i 20 con la Dolomiti Energia Trentino nel 2023-24. Ma Biligha ridimensiona subito: «Ho trovato il feeling con il canestro grazie ai compagni, che mi hanno messo nelle condizioni di tirare quei tiri. Quello che conta per me è ben altro: difendere, prendere rimbalzi, aiutare chi mi sta accanto».
Tortona, una piazza all’avanguardia
La vittoria sulla Dolomiti Energia Trentino ha permesso alla Bertram di centrare il secondo obiettivo stagionale, ovvero la qualificazione ai playoff, dopo aver disputato pure la finalissima delle Final Eight di Coppa Italia a Febbraio. Un percorso che Biligha legge anche attraverso la crescita del club:
«Tortona è diventata una piazza rilevante nel panorama della pallacanestro italiana. La proprietà ha investito in strutture importanti come la Cittadella dello Sport. Il progetto poggia su basi solide e siamo orgogliosi di farne parte e di contribuire a scrivere nuove pagine della storia di questo club».
Un rimpianto, però, c’è: la finale di Coppa Italia sfumata.
«Ci siamo rammaricati per non aver raggiunto i playoff anticipatamente l’anno scorso e per aver mancato le semifinali di Champions League. Abbiamo commesso errori madornali, arrivando agli appuntamenti decisivi senza le giuste motivazioni. Un po’ di dispiacere ce l’ho anche per la finale persa in Coppa Italia quest’anno: peccato non essere riusciti a essere consistenti fino in fondo».
Fioretti, i playoff e il futuro
A guidare Tortona c’è coach Mario Fioretti, che in passato aveva già allenato Biligha. Un rapporto che il giocatore descrive come un valore aggiunto:
«Quando hai un allenatore che ti conosce già, non devi adattarti da zero. È un plus, ma porta anche una responsabilità nei confronti dei compagni: sanno già cosa ti viene chiesto e cosa sai fare».
Dopo le sconfitte con Varese e Treviso, il successo su Trento ha rimesso le cose in ordine. Biligha non si nasconde:
«Sappiamo tutti che in questo campionato puoi vincere o perdere contro chiunque. Siamo simili a Venezia: una squadra completa, con giocatori capaci di essere protagonisti. Questo è un punto di forza, ma in certi momenti può diventare anche una debolezza, se non ci si mette al servizio della squadra».
Ora la testa è ai playoff. Sul futuro personale, Biligha taglia corto:
«Non penso troppo in là. Ora sono concentrato sul presente e su fare bene per Tortona. Poi, si vedrà».
