HomeEuroLeagueEuroLeague detta le regole: niente apertura alla FIBA, avanti col franchising

EuroLeague detta le regole: niente apertura alla FIBA, avanti col franchising

Il Board di ieri pomeriggio a Barcellona ha mandato un messaggio inequivocabile al resto del mondo del basket: in Europa, le regole le detta EuroLeague. Un segnale forte, rivolto tanto alla FIBA quanto, indirettamente, alla NBA.

Sul piano del format, nulla cambia nell’immediato: la competizione resterà a 20 squadre con 38 partite anche nella stagione 2026-2027. Il calendario partirà a settembre, con l’obiettivo di ridurre le cosiddette double week, favoriti dall’assenza di EuroBasket o Mondiali nel prossimo anno.

Euroleague: la risposta alla FIBA e il rafforzamento di EuroCup

Nessuno spiraglio verso la Basketball Champions League. EuroLeague non solo non apre alla BCL, ma rilancia su EuroCup, puntando ad allargarne l’accesso ad almeno dieci campioni nazionali e ad introdurre licenze pluriennali anche nella seconda competizione europea. Si parla anche di una possibile Supercoppa tra la vincente di EuroLeague e quella di EuroCup all’inizio della stagione, anche se al momento si tratta di un’ipotesi secondaria.

Il contrasto con quanto accaduto nel dicembre 2024 è netto: quando FIBA e NBA annunciarono il progetto NBA Europe, EuroLeague non venne nemmeno menzionata. Ieri, invece, è stata la FIBA a non trovare spazio nel comunicato. La NBA è comparsa solo in riferimento all’esplorazione di possibili partnership strategiche. Un ribaltamento simbolico, ma tutt’altro che irrilevante.

Franchising, espansione e le 13 candidate

Guardando al futuro, EuroLeague punta a introdurre il sistema del franchising a partire dalla stagione 2027-2028, con l’obiettivo di arrivare a 24 squadre. Secondo le stime di JB Capital, questo passaggio potrebbe aumentare del 25% il valore dei club affiliati, a partire da una base attuale di 3.2 miliardi di euro. Chi già dispone di una licenza pluriennale — come l’Olimpia Milano — potrebbe ottenere la franchigia perpetua senza ulteriori investimenti.

Le squadre che avrebbero manifestato interesse sarebbero già tredici: dalla Grecia il PAOK; dalla Serbia Stella Rossa e Partizan; dalla Turchia Besiktas e Bahcesehir; da Israele Hapoel Gerusalemme e Hapoel Tel Aviv; dalla Francia il Paris Basketball; dalla Spagna il Valencia; dall’Italia Virtus Bologna e Napoli Basket; e poi Dubai Basketball e lo Zenit. Aggiungendo il CSKA, si arriverebbe a 26 club interessati all’ingresso nel nuovo sistema.

Sul fronte dei club già dentro, il Real Madrid non ha ancora firmato la licenza per la prossima stagione, ma viene dato per certo che resterà. Il Fenerbahce ha invece siglato un nuovo accordo decennale, sulla scia del Barcellona. Più incerta la situazione di ASVEL — credibilmente escluso — e Monaco, alle prese con difficoltà finanziarie. Il Paris Basketball spera in una wild card o in una licenza pluriennale.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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