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Il Foro Italico si rifà il look: un nuovo Centrale per sognare la NBA

Il progetto di restyling del Foro Italico non è solo una questione di tennis, ma una vera e propria sfida lanciata ai grandi palcoscenici del basket mondiale. L’obiettivo dichiarato per il futuro del complesso monumentale romano è chiaro: trasformare il Campo Centrale in un’arena polifunzionale all’avanguardia capace di ospitare una tappa della NBA. Grazie a un investimento complessivo di 160 milioni di euro, come riportato da la Repubblica Roma, il sito si prepara a una metamorfosi che metterà la Capitale sulla mappa del grande basket statunitense.

Copertura integrale: obiettivo NBA entro l’autunno 2027

La vera chiave di volta per attirare la NBA a Roma risiede nella copertura del Campo Centrale. Il cronoprogramma dei lavori è serratissimo: i cantieri apriranno subito dopo l’edizione degli Internazionali 2026. Sebbene la scadenza ufficiale per il completamento dell’opera sia fissata al 2028, i vertici di Sport e Salute puntano a chiudere i lavori entro l’autunno 2027. Questa accelerazione permetterebbe di disporre di un impianto indoor di caratura internazionale già per la stagione autunnale, finestra ideale per i tour europei della lega americana.

Un’arena polifunzionale da 33.000 posti complessivi

Il piano di riqualificazione non si ferma al Centrale. La nuova geografia del Foro Italico prevede tre poli principali, tra cui spicca la Bnp Paribas Arena (7.500 posti) inserita nella cornice dello Stadio dei Marmi e la nuova SuperTennis Arena (3.200 posti). Complessivamente, la capacità del sito raggiungerà i 33.490 posti a sedere, con una gestione dei flussi pensata per accogliere fino a 60.000 persone al giorno. Per la NBA, questo significa avere a disposizione un distretto sportivo moderno, capace di integrare il fascino storico dei marmi con le necessità logistiche e commerciali richieste dagli standard USA.

Roma sfida le grandi capitali del basket

Con la trasformazione del Centrale in un’arena “all-season”, Roma tenta il sorpasso infrastrutturale per candidarsi stabilmente come sede di eventi NBA. La versatilità dell’impianto, unita al restauro dei 5.6 ettari di aree verdi e dei mosaici circostanti, punta a offrire un’esperienza unica al mondo. Se il timing venisse rispettato, l’autunno del 2027 potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per il basket nella Capitale, portando finalmente il parquet americano in uno dei contesti architettonici più iconici del pianeta.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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