Donte DiVincenzo e la maglia azzurra: una storia che sembrava scritta e che invece ha dovuto fare i conti con la realtà. A Backdoor Podcast One to One, Luca Banchi racconta a Simone com’è andata davvero — incluso un incontro diretto con il giocatore degli New York Knicks durante il suo ultimo viaggio negli Stati Uniti. Quello che emerge è un quadro più sfumato di quanto le polemiche abbiano lasciato intendere: la volontà c’è, ma tra contratti, infortuni e tempistiche, le cose non sempre vanno come si vorrebbe.
L’intervista completa sul canale YouTube e sugli aggregatori di podcast.
“Nell’immediato è giusto dare credito alla federazione, hanno fatto un lavoro straordinario sia a livello burocratico che sulla tempistica per ottenere la naturalizzazione di Donte DiVincenzo. Purtroppo situazioni non dipendenti dalla volontà della federazione hanno impedito che lui giocasse il campionato europeo. […]
Io ho avuto modo di incontrare Dante nel mio ultimo viaggio negli Stati Uniti, ci siamo confrontati su quanto accaduto e lui ha ribadito la volontà e il desiderio di indossare questa maglia, ma le circostanze oggi ci obbligano ad essere realisti. Talvolta l’impedimento può essere determinato da un infortunio e questo frena chiunque, indipendentemente dal percorso che abbia avuto, oppure può essere legato a situazioni determinate dalla posizione contrattuale, si parla di giocatori come lui o come Simone Fontecchio. Senza considerare tutti quei giocatori che, magari già da quest’estate, saranno coinvolti nel Draft NBA […]
Questo non significa che questo ci obblighi ad avere della preclusione verso la naturalizzazione di giocatori che hanno tutte le carte dal punto di vista burocratico per aspirare a ottenere la cittadinanza italiana.”
