C’è un prima e un dopo a Reggio Emilia, e il confine temporale è netto: il 18 gennaio 2026. Da quella data in poi, la Una Hotels ha cambiato faccia in modo radicale, costruendo un percorso che ha pochi precedenti nella storia recente del club. Dieci vittorie e tre sconfitte nel girone di ritorno, con un bilancio di 10-2 se prendiamo come riferimento il 18 gennaio. Un dato che ha già superato il record societario di successi nella seconda parte di stagione. Il tutto dopo aver toccato il fondo della classifica appena due mesi prima.
La vittoria interna su Tortona ha confermato Reggio Emilia al sesto posto, in piena corsa sia per i playoff che per una qualificazione diretta in Basketball Champions League. Ma il dato che colpisce di più è la traiettoria complessiva: la squadra di Dimitris Priftis è oggi la migliore del girone di ritorno in Serie A, davanti persino a Bologna.
Reggio Emilia: i numeri che raccontano la trasformazione
Per capire quanto sia cambiata questa squadra basta guardare le statistiche al tiro. Nel girone d’andata, in quattordici partite, Reggio Emilia viaggiava a una media di 80 punti a gara, con una percentuale dal perimetro del 32.6%, numeri da fondo classifica. Nel ritorno, la stessa squadra tira con il 39.76% dall’arco: la migliore percentuale da tre punti dell’intera Serie A.
È una metamorfosi che lo stesso allenatore fatica a spiegare razionalmente: «Qualcosa di impressionante, che non mi aspettavo nemmeno io».
Gli uomini chiave del nuovo corso
Il nuovo corso ha preso forma a inizio anno con l’arrivo di Stephen Brown, secondo rinforzo della sessione invernale dopo Thor e prima dell’inserimento di Rossato. Brown è considerato uno degli uomini chiave di questa svolta, il che rende ancora più significativo il fatto che al momento la squadra ne faccia a meno: l’americano è assente, eppure i risultati continuano ad arrivare.
Attorno a lui, o in sua assenza, hanno trovato continuità giocatori come Uglietti, Severini, Woldetensae, Barford, Caupain, Vital e Hubb, che insieme hanno costruito la striscia più convincente della stagione. Da novembre, quando Reggio occupava l’ultimo posto in classifica, a oggi: un percorso che in pochi avrebbero immaginato possibile.
