Se si ripercorre il modo in cui Kevin Durant ha chiuso i suoi capitoli con Golden State Warriors, Brooklyn Nets e Phoenix Suns, l’ipotesi di un nuovo scambio in estate non dovrebbe sorprendere nessuno. Eppure, la velocità con cui le cose sono precipitate a Houston lascia comunque un certo stupore.
Durant ha trascorso una sola stagione con i Rockets, chiudendo con 26.0 punti di media a partita e una percentuale effettiva dal campo nettamente superiore alla media della lega. Resta uno dei migliori realizzatori individuali dell’intera NBA, su questo non ci sono dubbi.
Tuttavia, Houston ha concluso l’annata in modo decisamente negativo. L’infortunio di Steven Adams ha privato la squadra della propria identità a rimbalzo offensivo, mentre un nuovo presunto caso di account “burner” attribuito a Durant ha contribuito a rendere l’ambiente ancora più teso. A tutto ciò si aggiunge l’eliminazione al primo turno contro i Los Angeles Lakers — con Durant assente per gran parte della serie — nonostante i gialloviola abbiano giocato senza Luka Dončić per l’intera serie e senza Austin Reaves per buona parte di essa. A questo punto, un nuovo scambio sembra quasi inevitabile.
Nonostante la lunga serie di separazioni turbolente, ci sono ancora diverse franchigie disposte a prendere in considerazione l’ingaggio di un giocatore che sta per compiere 38 anni. Ecco gli scenari più plausibili, ordinati in base alla loro logica dal punto di vista della carriera di Durant.
Miami Heat a caccia di una stella
Miami riceverebbe: Kevin Durant
Houston riceverebbe: Tyler Herro e Nikola Jović
Durant potrebbe trovarsi nella fase finale della carriera, ma continua a giocare a livello di stella assoluta e lo dimostra sul parquet. Rispetto a Tyler Herro, offre una continuità di rendimento decisamente superiore — e, negli ultimi tempi, anche una maggiore disponibilità fisica. La connessione dentro-fuori tra Durant e Bam Adebayo potrebbe regalare a Miami un attacco più dinamico di qualsiasi cosa abbia avuto negli ultimi anni.
Dal lato di Houston, Herro rappresenterebbe una guardia ancora relativamente giovane, capace di segnare canestri difficili e di affiancarsi a Reed Sheppard e/o Fred VanVleet. Nelle ultime cinque stagioni ha mantenuto medie di almeno 20 punti, 5 assist e 2 triple a partita in ciascuna annata.
Nikola Jović, sulla carta, potrebbe funzionare come ala capace di aprire il campo accanto ad Alperen Şengün. Pur avendo tirato con un pessimo 26.9% in questa stagione — finendo ai margini delle rotazioni di Erik Spoelstra — nelle due annate precedenti aveva mantenuto un 38.3% dall’arco.
Orlando Magic alla ricerca di soluzioni offensive
Orlando riceverebbe: Kevin Durant e la prima scelta 2029 (di Phoenix)
Houston riceverebbe: Paolo Banchero e Jase Richardson
In quattro stagioni NBA, Paolo Banchero è rimasto uno dei realizzatori meno efficienti della lega. Un dato che si è riflesso direttamente sulle prestazioni offensive dei Magic: quest’anno Orlando si è piazzata al 18° posto per punti prodotti ogni 100 possessi. In ognuna delle quattro stagioni con Banchero in campo, inoltre, il differenziale punti della squadra è peggiorato.
Il divario tra la costanza offensiva di Durant e quella di Banchero sarebbe evidente. In più, la minaccia dal perimetro di KD potrebbe facilitare le penetrazioni a canestro di Franz Wagner.
Naturalmente, per Orlando non sarebbe una decisione semplice. Banchero ha 14 anni meno di Durant e offre contributi significativi al di là della pura realizzazione: con i suoi 2.08 di altezza possiede doti di playmaking piuttosto rare, e quando è concentrato sa fare la differenza anche in difesa.
D’altro canto, i problemi al tiro restano seri. Per Houston, però, l’arrivo di Banchero riporterebbe immediatamente i Rockets al centro della discussione sulle giovani formazioni più intriganti della lega.
