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NBA Europe a Roma: addio Vanoli Cremona, Messina al centro del progetto

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Ettore Messina
Foto G. Lodolo // Ciamillo-Castoria

La Vanoli Cremona si appresta a chiudere un capitolo lungo sedici stagioni quasi consecutive in LBA. Domenica, a Trieste, andrà in scena l’ultima partita con l’attuale denominazione: dopo quella gara, il titolo sportivo del club biancazzurro prenderà la strada di Roma, dove il progetto NBA Europe comincia concretamente a prendere forma. Come riporta Tuttosport, anca soltanto l’ufficialità.

Nella capitale arriva l’eredità sportiva di una società che ha scritto pagine importanti del basket italiano, con la Coppa Italia 2019 come risultato più prestigioso in bacheca. A Cremona resta la JuVi, impegnata in A2, mentre la franchigia di LBA cambia città, nome e struttura.

Roma: essina punto di riferimento del progetto romano

A guidare la visione sono Donnie Nelson e Rimantas Kaukenas, con l’obiettivo dichiarato di farsi trovare pronti all’appuntamento del 2028, quando dovrebbe prendere il via la lega NBA europea. In questo scenario, il nome che circola con maggiore insistenza attorno alla futura franchigia romana è quello di Ettore Messina, indicato come il principale punto di riferimento italiano del progetto. L’ex head coach dell’Olimpia Milano potrebbe assumere il ruolo di responsabile dell’area tecnica, con la possibilità di tornare anche in panchina.

Matiasic verso la Virtus Roma, Trieste in bilico

Un altro nome legato all’orbita NBA Europe è quello di Paul Matiasic, attuale proprietario di Trieste. L’intenzione iniziale era di portare avanti il progetto con il club giuliano, ma alcuni ostacoli hanno cambiato le carte in tavola. Secondo alcune fonti, Matiasic potrebbe lasciare la città della Bora per abbracciare la Virtus Roma, attualmente in B Nazionale, con l’idea di costruire attorno a un nome identitario per i tifosi della capitale.

La situazione a Trieste resta delicata. Il sindaco Roberto Dipiazza ha sondato il mondo imprenditoriale locale per raccogliere sponsorizzazioni nell’ordine dei tre milioni di euro: una cifra utile per l’A2, ma lontana dai 9.3 milioni di budget complessivo dell’ultimo bilancio. Se Matiasic dovesse uscire di scena, Trieste potrebbe chiedere il declassamento in A2 o provare a iscriversi con risorse ridotte, sperando in un supporto esterno in corsa, ricalcando quanto accaduto nel 2019 con l’intervento di Allianz.

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