Il PalaRadi ha abbassato le luci sull’ultima partita casalinga della Vanoli Cremona, e lo ha fatto con un risultato che racconta poco di quello che si è vissuto sugli spalti. 111-88 per l’Umana Reyer Venezia, un passivo netto che però era già scritto prima del fischio d’inizio, almeno sul piano emotivo. Quello che contava era altro: salutare, applaudire, qualche lacrima.
La partita ha avuto un suo equilibrio almeno per un tempo. Come riporta il quotidiano La Provincia, i parziali dei primi due quarti — 34-33 e poi 53-56 — raccontano di una Cremona che ha tenuto botta. È nel terzo periodo che Venezia ha cambiato marcia in modo deciso, con un parziale di 21-10 che ha di fatto chiuso ogni discorso. Da lì in poi, il tabellone ha continuato a scorrere verso il 63-77 di fine terzo quarto, fino al definitivo 88-111.
I numeri di una serata difficile
La Vanoli ha chiuso con 21 su 22 da due punti e 14 su 35 dall’arco, con 6 su 10 ai liberi. Venezia ha dominato sotto canestro con 33 su 45 da due, aggiungendo 12 triple su 38 tentativi e 9 su 12 dalla lunetta. Sui rimbalzi, 40 a 36 in favore dei lagunari.
Tra i cremonesi, Battle è stato il più prolifico con 21 punti, seguito da Willis a 17 — suo anche l’ultimo tiro della serata, una tripla accarezzata dalla sirena finale. Durham ne ha aggiunti 15, mentre Anigbogu e Casarin hanno chiuso in doppia cifra con 12 ciascuno. Dall’altra parte, R.J. Cole ha guidato Venezia con 22 punti, Candi ne ha messi 17 e Horton 13.
Il presidente e una storia lunga anni
Quando la sirena ha suonato, il palazzetto ha cominciato lentamente a svuotarsi, ma le luci sono rimaste accese ancora per qualche minuto, mentre il personale iniziava a smontare. In mezzo a tutto questo, il volto del presidente Aldo Vanoli: negli occhi, una storia fatta di sacrifici, di trasferte in palestre di provincia e di palcoscenici via via sempre più grandi.
