Veljko Mrsic non cerca scuse e non scarica le colpe su altri. Dopo la retrocessione della Dinamo, il coach ha scelto la strada della responsabilità diretta, mettendosi davanti a tutti, come riporta La Nuova Sardegna: «Il primo responsabile della retrocessione sono io».
Una dichiarazione netta, che Veljko Mrsic ha accompagnato con un’analisi lucida di quanto non ha funzionato nel corso della stagione. I problemi, spiega, non sono nati nelle ultime settimane: risalgono a circa un mese dopo il suo arrivo sulla panchina sassarese. Decisioni che andavano prese e che invece non sono state prese, situazioni su cui si è preferito chiudere gli occhi nella speranza che il tempo sistemasse tutto da solo. Una speranza, ammette, rivelatasi vana:
«Mi aspettavo di più da me stesso. Ho commesso degli errori e in alcuni momenti avrei dovuto prendere decisioni diverse. Dopo Treviso? No, lì eravamo già al finale di stagione. Parlo di molto prima, di un mese dopo il mio arrivo. A costo di sbagliare, ma avrei dovuto prenderle, invece che chiudere gli occhi su cose su cui non si può sorvolare. Non sempre il tempo sistema le cose da solo. Le responsabilità sono mie in primis».
La partita e il crollo nel terzo quarto
Analizzando l’ultima gara, Veljko Mrsic sottolinea come nel primo quarto la squadra abbia pagato nervosismo, palle perse e scelte offensive sbagliate. Nonostante questo, all’intervallo il vantaggio c’era — sette punti — ma secondo il coach avrebbe potuto e dovuto essere più ampio. Il punto di rottura è arrivato nel terzo periodo, quando gli avversari hanno alzato l’intensità, trovato canestri dall’arco e dominato i tabelloni su entrambi i lati del campo:
«Nel terzo quarto loro hanno cambiato ritmo, trovando canestri da tre punti e controllando i rimbalzi sui due lati del campo. Noi abbiamo perso almeno cinque palle evitabili, che hanno lanciato i loro contropiedi e indirizzato l’inerzia della gara. Da lì in poi, poca energia e un po’ di paura non ci hanno permesso di rientrare contro una squadra così fisica e atletica».
Veljko Mrsic: “Una stagione di alti e bassi, dentro e fuori dalla palestra”
Il bilancio complessivo che traccia coach Veljko Mrsic è quello di un gruppo che non è riuscito a trovare continuità, né in partita né in allenamento. Dopo la sosta la Dinamo Sassari aveva mostrato segnali positivi, ma non sufficienti per portare a casa i risultati. Con Reggio Emilia e Treviso le possibilità di vincere erano concrete; contro Cantù e Varese sono arrivate due sconfitte in trasferta decise da un possesso. Il calendario finale, con le prime della classifica come avversarie, ha fatto il resto:
«Dobbiamo essere onesti: abbiamo avuto troppi alti e bassi. Anche in allenamento: un giorno quel dato giocatore appariva in gran forma, il giorno dopo si presentava in palestra deconcentrato. È stata una stagione lunga, con tanta pressione, e non siamo riusciti a gestirla».
Veljko Mrsic ha anche ammesso di essersi sentito tradito da alcuni giocatori, e che a un certo punto della stagione qualcosa si è rotto all’interno del gruppo. Nonostante tutto, il tecnico chiude guardando all’ultima partita ancora da disputare: «Ne parleremo a tempo debito, ora dobbiamo comunque fare il nostro dovere e provare a vincere l’ultima partita».
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