Home NBA McGrady: «Krause mi voleva fortemente, avrebbe persino sacrificato Pippen »

McGrady: «Krause mi voleva fortemente, avrebbe persino sacrificato Pippen »

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Credits: IPA Agency

Tracy McGrady ha riaperto uno degli scenari ipotetici più affascinanti dei suoi anni giovanili in NBA. In una conversazione con Brandon “Scoop B” Robinson, l’ex stella ha raccontato come i Chicago Bulls avessero mostrato un interesse concreto nei suoi confronti tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, in piena fase di transizione post-dinastia.

Al centro di tutto c’era Jerry Krause, storico dirigente dei Bulls, che secondo McGrady aveva sviluppato una vera e propria ossessione per lui ben prima che diventasse una star affermata. I contatti con il suo agente erano frequenti e insistenti.

“Non sai che tipo di ossessione avesse Jerry Krause nei miei confronti. Era ridicolo. Diceva continuamente al mio agente, Arn Tellem: ‘Krause dice che verrà a prenderti quando sarai free agent.'”

McGrady ha precisato che l’interesse di Chicago non si limitava a proiezioni future: i Bulls avrebbero tentato di muoversi concretamente in momenti chiave della sua carriera nascente.

“Ha provato a combinare qualcosa la sera prima del draft e di nuovo nel 2000.”

Pippen sul piatto per un diciottenne

L’elemento più sorprendente emerso dal racconto riguarda la struttura dell’ipotetica trattativa: Chicago avrebbe messo sul tavolo Scottie Pippen in cambio del giovane McGrady. Una prospettiva che lo stesso interessato ha commentato con lucidità.

“Stai parlando di cedere un giocatore tra i migliori 50 di sempre per un rookie che non è ancora pronto. Mette troppa pressione su un diciottenne. Giocare accanto a MJ? Non sarebbe stata una buona idea.”

Il divario tra i due, in quel momento, era evidente: Pippen era già uno dei migliori giocatori bidirezionali della storia della lega, mentre McGrady stava ancora costruendo le basi di quello che sarebbe diventato un percorso da più volte capocannoniere NBA. Un gap che spiega perché l’operazione non si sia mai concretizzata.

McGrady ha inserito l’interesse dei Bulls in un quadro più ampio, citando anche contatti con Philadelphia e altre franchigie, a conferma di quanto il suo nome circolasse frequentemente nelle conversazioni di mercato prima ancora che raggiungesse lo status di All-Star. Tutta la mia carriera è stata un e se”, ha detto, sintetizzando con una frase sola una serie di percorsi alternativi che non hanno mai preso forma.

Entrato in NBA nel 1997, McGrady ha costruito la propria eredità come uno dei realizzatori perimetrali più dotati della sua generazione. I Bulls, nel frattempo, hanno imboccato la strada della ricostruzione, allontanandosi progressivamente dal nucleo che aveva dominato il decennio precedente.

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