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Reyer Venezia: le chiavi per la corsa al titolo

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Reyer Venezia
crediti reyer.com

La Reyer Venezia chiude la stagione regolare amaramente principalmente a causa della sconfitta nell’ultima giornata e qualche delusione in quelle appena precedenti, ma con il compimento ancora una volta di una stagione di successo, soprattutto per quanto riguarda il campionato italiano. 

Quarta posizione con 38 punti totale, con la possibilità poi non afferrata di poter arrivare anche qualcosa sopra e ancora una volta più che conferma della stabilità e grandezza della società; i dati più importanti però arrivano dalle statistiche di squadra con ancora il 1º posto per media di punti segnati in totale per gara con 90, 2º per media rimbalzi con oltre 38 e infine 3º per quanto riguarda gli assist di media con quasi 19.
Insomma, un gruppo che nell’arco di questi mesi nonostante tanti alti e bassi e una stagione europea chiusa, ancora una volta, forse troppo presto rispetto alle speranze, risulta essere il più efficiente ad oggi nell’unione di forza e capacità dei propri giocatori. 

Per quanto riguarda la salute generale della squadra, Venezia sì presenta ancora con le sue tipiche ombre e luci. Una squadra cresciuta moltissimo sul piano dell’intensità di gioco soprattutto dalla sconfitta contro Trento a inizio marzo negli ottavi di finale di EuroCup, ma un percorso che in realtà era partito già prima, e con finalmente a disposizione dei giorni per riposo e allenamenti la squadra di Spahija è stata capace di stupire ancora e regalare emozioni ai tifosi con partite di altissima qualità è un gioco spesso anche entusiasmante per quanto riguarda lo spettacolo.
D’altro canto, però, come molto tipico alla squadra stessa, il finale stagione non è stato lineare del tutto, con diverse sconfitte pesanti che dolgono all’animo per le opportunità che sono state perse e le modalità con cui sono arrivate, da un gruppo che sembra spesso viaggiare più sull’onda di mood e vibes positivi o negativi. 

A livello di infortuni, non sembrano esserci problemi per questa fase iniziale di play-off, l’unica nota dolente è ancora sulla questione centrico linguaggio di Wade che non è stato affatto positivo. 

L’AVVERSARIA

Qui si apre una finestra alquanto interessante.
La Bertram Derthona Tortona è notoriamente una squadra ostica agli orogranata sin dall’alba dei tempi. Due sono in questa stagione di episodi da rimarcare, ed è difficile stabilire quale possa essere più significativo.
Partiamo quindi dalla storia più recente: la Reyer Venezia ha perso l’ultima gara di campionato in casa proprio contro la squadra di Fioretti.

Tortona ancora una volta con la propria riconosciuta velocità di gioco e l’abilità di trovare più protagonisti se necessario è riuscita a smontare l’ultima gara dei veneziani tenendoli sotto in realtà per tre quarti su quattro, con una chiara dimostrazione di forza ed intenti soprattutto negli ultimi decisivi 10 minuti dopo aver segnato solo sei punti in tutto il terzo periodo.
L’altro episodio risale a febbraio alla prima partita della Coppa Italia, dove ancora una volta gli orogranata si sono trovati ad affrontare Tortona in una sfida che andava giocata quasi tutta sul piano mentale, e che come invece come preventivata possibilità vista per l’appunto la storia fra le due squadre, ha visto la vittoria ancora una volta dei lombardi.  

Quest’ultimo episodio risulta fondamentale, innanzitutto perché non è la prima volta che ciò accade ed è semmai l’ennesimo dimostrazione di quanto Venezia soffra il team avversario, sia perché si trattava in questo caso di una competizione “extra” campionato di importanza rilevante come lo sono i play-off.
Il primo può lasciare invece diversi dubbi, visto che le due squadre si affronteranno nuovamente proprio sullo stesso campo di Mestre a distanza solo di sette giorni che lasciano ancora vivi i ricordi e le sensazioni di una certa facilità con cui Tortona ha portato a casa la partita. Certo, la così poca distanza fra i due incontri può anche facilitare Venezia se nell’arco di questa settimana verranno studiati i più minimi dettagli – la squadra di Fioretti ha perso diverse partite nell’ultimo periodo con le prestazioni decisamente sottotono – e si lavorerà molto anche sull’emotività dei giocatori. 

Non ci sono quindi strategie vere e proprie e soprattutto uniche con cui la Reyer Venezia può affrontare questi ottavi. A questo punto si tratta di una squadra conosciuta e che da inizio stagione non ha cambiato così tanto la propria facciata confermandosi anch’essa una delle società caposaldo del nostro campionato. 

L’obiettivo principale degli orogranata, soprattutto per le prime partite in casa, sarà quello di sfruttare il più possibile l’energia del Taliercio per la spinta emozionale nel momento del bisogno, rimanendo ben presenti e concentrate nel ricordare le proprie capacità e possibilità onde evitare di cadere nel tranello di fare il gioco di Tortona.

 

Qui trovate il calendario completo della prima fase di playoff.

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i.tubia
Non ricordo un giorno senza sentir parlare di pallacanestro; una passione e tante storie tramandate da papà giocatore senza nemmeno volerlo. Ad una certa essere spettatrice appassionata non bastava più, e quindi eccomi qui a scrivere dal bordo campo. Quasi sempre in casa Reyer, qualche volta in trasferta, di cui parlo anche nel mio blog Basket on the road.

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