Il progetto per la rinascita del Palargento a Fuorigrotta comincia ad assumere contorni più concreti, come riporta Il Mattino. Attorno al piano di Matt Rizzetta e del suo Napoli Basket si sta costruendo un’intesa che coinvolge soggetti privati e istituzionali, e l’ultimo incontro andato in scena tra le parti ha segnato un passaggio importante nella vicenda.
Al tavolo si sono seduti Rosario Procino, il managing director incaricato da Rizzetta di seguire il dossier Palargento, il direttore generale Riccardo Marziantonio e Rino Manna, titolare del Palapartenope. Presente anche Vincenzo Papa, dirigente del Comune di Napoli per gli impianti sportivi: un dettaglio che non è secondario, perché segnala che l’interesse dell’amministrazione cittadina non è solo di facciata.
Manna cede gli spazi: «Giusto farlo per la città»
Il nodo centrale della trattativa riguarda proprio Manna. Il Napoli Basket ha bisogno di un’area più ampia rispetto a quella del vecchio impianto — servono spazi per parcheggi e attività commerciali — e per questo ha chiesto all’imprenditore di mettere a disposizione sia il Palapartenope sia la Casa della Musica. Manna ha detto sì, ponendo come unica condizione quella di mantenere un ruolo come direttore artistico per gli eventi musicali e teatrali.
«Qui, a parte il Palargento, c’era un abbandono totale 50 anni fa. Io ho messo una bandierina per ospitare la musica e poi a ruota sono arrivate tutte le altre cose. Ma mi sembra giusto cedere i miei spazi, che potrei definire gloriosi, per poter regalare alla città un palasport degno di questo nome e al passo con i tempi, un impianto da 12-14mila posti. Speriamo di riuscirci»
Un gesto non scontato, considerando che Manna è legato a quella zona da oltre mezzo secolo: fu lui stesso, nel 1975, ad aprire il Teatro Tenda che nel tempo sarebbe diventato il Palapartenope.
La trattativa è avanzata, ma nulla è ancora firmato
Il progetto prevede la demolizione delle vecchie tribune del Palargento — chiuso da 28 anni — con relativo smaltimento, e la successiva costruzione di un nuovo impianto che sfrutti l’intera area unificata. La capienza prevista è tra i 12.000 e i 14.000 posti, con l’ambizione dichiarata di riportare Napoli ai vertici del basket italiano e di renderla competitiva anche in Europa. Il disegno architettonico, a forma di dorso di balena, era stato elaborato dall’architetto toscano Corradetti e presentato già nel 2005.
«Stiamo discutendo, sono state fatte delle offerte e si devono decidere alcune cose. C’è grande interesse del Napoli Basket di unificare gli spazi e coinvolgermi in questa operazione. Comunque sì, io cederei tutto, sia lo spazio del Palapartenope, sia quello della Casa della Musica. Al momento c’è una trattativa molto avanzata ma niente ancora di definito. Sono ottimista perché anche il Comune ha tutto l’interesse a eliminare lo scempio dello scheletro del vecchio impianto che da 30 anni è una delle vergogne della città»
Le parole di Manna restituiscono la fotografia di una situazione in movimento, con offerte già sul tavolo e alcune questioni ancora da definire. L’ottimismo c’è, ma la prudenza anche: nessun accordo è ancora stato formalizzato.





