Nel basket professionistico i risultati a volte non bastano a garantire la riconferma, e la gestione delle panchine in Liga ACB lo dimostra chiaramente. Durante l’ultima puntata del podcast BasketMercato, Orazio Cauchi ha svelato lo scenario inaspettato che si sta delineando in casa Baskonia. Nonostante una stagione di altissimo profilo impreziosita da un trofeo storico, il destino del tecnico italiano Paolo Galbiati sembra ormai segnato.
“Il Baskonia, nonostante la vittoria della Coppa del Re e una stagione comunque solida in campionato che vede il club basco attualmente terzo in classifica sembra sia pronto a separarsi da coach Paolo Galbiati al termine della stagione. Galbiati aveva originariamente firmato la scorsa estate un contratto uno più uno, quindi di un anno con opzione per l’anno successivo; sembra però sempre più probabile che il Baskonia non eserciterà l’opzione per estendere di un altro anno il contratto di Galbiati, come è stato riportato anche da Marca.
Una decisione che sarebbe in realtà già stata presa dopo la vittoria della Coppa del Re, quando l’allenatore italiano aveva chiesto alla dirigenza di esercitare la clausola per prolungare il suo accordo con il club; il club in quel momento ha nicchiato, ha preferito aspettare e adesso avrebbe sostanzialmente deciso già di non confermare Galbiati sulla panchina, a prescindere da quello che poi sarà il risultato dei playoff del campionato spagnolo. Una scelta sicuramente sorprendente per certi versi, considerando che Galbiati ha fatto comunque un buon lavoro in questa sua prima stagione al Baskonia: ha vinto la Coppa del Re e ha condotto una stagione in ACB di tutto rispetto. Sicuramente in Eurolega il Baskonia non è mai stato tra le squadre in lotta per un posto nei playoff, ma ha finito decisamente meglio la stagione di come l’avesse iniziata; eppure il club basco sembra voler andare in un’altra direzione per la panchina e quindi Paolo Galbiati sembra destinato a lasciare il Baskonia al termine di questa stagione.”
Le dinamiche societarie spesso premiano la continuità di una visione a lungo termine rispetto ai singoli successi stagionali. Quando i tempi di programmazione tra coach e dirigenza non coincidono, la separazione diventa l’unica via per ridefinire l’identità di squadra.

