L’Olimpia Milano è in finale scudetto. Dopo il successo in Gara 4 contro Brescia, Peppe Poeta si è presentato in sala stampa per fare il punto sulla serie appena conclusa e guardare avanti verso l’ultimo atto dei playoff.
Il coach biancorosso ha aperto con un riconoscimento all’avversaria: «Brescia ha vissuto un anno straordinario, confermando quanto fatto la scorsa stagione, che è la cosa più difficile. Ci hanno messo in grande difficoltà, ma abbiamo giocato quattro gare solide, a parte forse il quarto quarto di Gara 2».
Su Gara 4 in particolare, Poeta ha riconosciuto qualche lacuna difensiva: «Abbiamo controllato quasi tutta la partita, ma siamo stati meno precisi. Non siamo riusciti a togliere lo short roll a Bilan, e questo ci ha penalizzato. Detto questo, non ci siamo fermati contro la zona e, pur tirando male da tre, abbiamo segnato 91 punti».
Difesa come punto di partenza, finale da costruire possesso dopo possesso
Il tema tattico più ricorrente nelle parole del coach riguarda l’approccio difensivo. «Il nostro cinismo deve partire dalla difesa», ha detto Poeta, spiegando che la squadra ha i mezzi per essere fisica e atletica, ma deve evitare di concedere canestri in serie. In attacco, invece, c’è margine per migliorare nella circolazione del pallone: ribaltamenti e gioco di flusso possono rendere Milano più imprevedibile e coinvolgere più elementi.
Sul percorso complessivo nei playoff, il coach ha sottolineato la capacità del gruppo di compattarsi nei momenti decisivi, come già accaduto in Coppa Italia: «Da Reggio Emilia, protagonista di un ottimo girone di ritorno, a Brescia, finalista un anno fa. Ci resta un passo da fare: partita dopo partita, possesso dopo possesso, possiamo toglierci delle grandi soddisfazioni».
Una nota positiva anche per Quinn Ellis, alla sua settantesima partita stagionale: secondo Poeta ha disputato una serie di grande sacrificio, subendo un marcamento tattico esasperato, senza sbloccarsi in attacco ma garantendo ritmo e presenza sul parquet.
Sul tiro da tre, che continua a non girare, Poeta ha offerto una lettura interessante: il grande dispendio energetico in difesa potrebbe pesare sulle gambe nei momenti di conclusione. «Se mi avessero detto che con queste percentuali si andava in finale, ci avrei messo la firma», ha aggiunto.
Quanto alla finale, Poeta ha tracciato due scenari distinti a seconda dell’avversaria. Contro la Virtus sarebbe una sfida più carica emotivamente, con Milano priva del fattore campo. Contro Venezia, invece, si troverebbe di fronte una squadra con picchi di talento elevati, che arriva alla finale con meno pressione e più fiducia, avendo il ruolo di underdog.
