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Home Lega Basket

Tessitori e il sogno scudetto: “Vogliamo togliere certezze a Milano”

Stefano Sanaldi by Stefano Sanaldi
10 Giu 2026
in Lega Basket
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Tessitori

Foto Orsini/ Ciamillo-Castoria

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La finale scudetto tra Olimpia Milano e Reyer Venezia è alle porte, e Amedeo Tessitori, uno dei protagonisti della cavalcata lagunare, si racconta a tutto tondo in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport: il basket, la famiglia che cresce, il rapporto con coach Spahija e un futuro che profuma di ulivo e vigna in Toscana.

Amedeo Tessitori non nasconde l’ambizione: vincere lo scudetto sarebbe, a suo dire, uno dei momenti più alti della carriera, al pari delle esperienze con la Nazionale tra Mondiali e Olimpiadi. E la semifinale appena superata ha lasciato in eredità qualcosa di prezioso:

“È impossibile affrontare una finale pensando di perderla. Si gioca sempre per vincere, ancor di più una finale. E siamo usciti dalla semifinale con molta consapevolezza e molta più fiducia perché ci ha fatto capire che il percorso di quest’anno è stato utile.”

La simbiosi con Spahija e il ruolo in campo

Quattro anni a Venezia, tre con Neven Spahija in panchina: il feeling tra Tessitori e il coach non è arrivato subito, ma oggi funziona alla perfezione. Amedeo lo descrive con un’immagine efficace:

“È stato come la cucina fusion, quando unisci due gusti diversi. C’è voluto un po’ di tempo, a lui per inquadrare il mio gioco e a me per entrare nella sua idea di basket. Al terzo anno insieme siamo arrivati al punto in cui ci siamo ben chiariti e uniti nel modo migliore.”

Un sistema di gioco molto verticale e veloce, nel quale Tessitori non si riconosce come atleta puro, ma in cui ha saputo trovare il proprio spazio: fermare il gioco nei momenti di caos, dare ai compagni un punto di riferimento sotto canestro e aprire varchi sul perimetro. Una funzione tattica precisa, che passa anche dalla presenza fisica vicino al ferro:

“Non siamo una squadra che si affida a una persona sola, ma trova il giocatore e la situazione da sfruttare a seconda delle esigenze della gara. Quello che mi viene chiesto è mettere pressione vicino al canestro, per tenere sempre qualcuno della difesa a occupare quello spazio e aprire così il campo altrove.”

Contro Milano, la Reyer dovrà essere brava a togliere certezze a una squadra costruita sul talento in ogni ruolo. Il piano è chiaro: non lasciare che gli avversari trovino i loro punti fermi con la stessa facilità vista finora, seminare qualche dubbio e costringerli a ragionare di più.

Tessitori: una bambina in arrivo e le radici toscane

Fuori dal campo, Amedeo Tessitori vive un momento altrettanto intenso. La compagna Giorgia è al quinto mese di gravidanza: stanno aspettando una bambina. Un capitolo nuovo che si apre proprio mentre quello sportivo tocca forse il suo picco:

“Credo di essere ora in una condizione abbastanza buona sia di maturità cestistica che di maturità fisica.”

E quando il basket finirà — non presto, perché lui vuole “farsi venire la nausea” prima di smettere — il ritorno sarà a Castelfranco. Lì ci sono le piante di ulivo, il frutteto e una vigna piantata di recente. Quando torna d’estate, dà una mano con il ramato e lavora con il padre e il fratello nel bosco. Sono, racconta, i momenti in cui riesce a ricaricare davvero le batterie.

Tags: Amedeo TessitoriLBA FinalsLegabasketOlimpia MilanoReyer Venezia
Stefano Sanaldi

Stefano Sanaldi

Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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