Una stagione segnata dalla discontinuità, dall’assenza di quel giocatore capace di accendere la luce nei momenti decisivi. Come riporta Il Corriere dello Sport, la Virtus Bologna ha chiuso l’annata con più rimpianti che certezze, e l’analisi di ciò che non ha funzionato parte proprio da qui: rispetto alle stagioni concluse con un titolo, è mancato il protagonista inaspettato, quella figura che in passato aveva fatto la differenza quando meno te lo aspettavi.
Le delusioni di un roster lungo ma incostante
Il problema non è stato la quantità di giocatori a disposizione, ma la loro tenuta nel corso dei mesi. Carsen Edwards ha deciso si alcune partite, ma non ha fatto fare il salto di qualità alla squadra. Alen Smailagic si è rivelato la delusione più pesante, mentre Karim Jallow — dopo un avvio di stagione incoraggiante — è progressivamente calato fino a diventare un fattore marginale. Yago Dos Santos non è mai riuscito a trovare il suo posto nel sistema bianconero, mentre Brandon Taylor, dopo aver contribuito alla vittoria dello scudetto lo scorso anno, in questa stagione è stato bocciato in tempi rapidi e poi ceduto. A questi si aggiungono qualche ingenuità di troppo di Aliou Diarra, pagata cara in più di un’occasione, e la difficoltà nel riuscire a fare affidamento su Francesco Ferrari con continuità.
Il quadro che emerge è quello di un gruppo che ha faticato a esprimere il proprio potenziale in modo costante, pagando dazio soprattutto nelle competizioni dove la Virtus puntava a fare la voce grossa, a partire dall’Eurolega. La sconfitta alla Coppa Italia ha rappresentato uno dei momenti più difficili dell’intera annata. Nei playoff, invece, la squadra è riuscita a incidere in modo più convincente, pur andando troppo a sprazzi.
Il futuro: ringiovanimento e nuove basi
Il ridimensionamento del budget non viene letto soltanto come un vincolo, ma anche come un’opportunità per reimpostare il progetto su basi più giovani e sostenibili. Una parte del roster è già definita: tra le conferme figurano Hackett, Diarra, Diouf e Alston, mentre le novità portano i nomi di Bello, Kokila, Casarin e Baldasso. Si parla anche di un possibile inserimento di Sankarè, e ci sarà spazio per valutare Vildoza. Sullo sfondo, l’allenatore sarà chiamato a completare l’organico con elementi di sua piena fiducia.
La sensazione è che la Virtus stia cercando di costruire qualcosa di più solido rispetto all’ultimo ciclo, puntando su un gruppo più coeso e meno esposto alle variabili di un roster eccessivamente lungo e difficile da gestire.
