Il basket a Brescia riparte immediatamente. Nella mattinata di oggi è stato firmato il preliminare di acquisto delle quote della società Power Basket Nocera, il primo passo concreto verso la rinascita della pallacanestro in città, a una settimana esatta dallo shock del trasferimento del titolo di Serie A a Roma. Il lavoro del tavolo di imprenditori bresciani, attivato d’urgenza, ha prodotto il suo primo risultato tangibile, come scrivono Bresciaoggi e il Giornale di Brescia.
La domanda di iscrizione alla Federazione Italiana Pallacanestro verrà caricata sul portale federale martedì 7 luglio, data che segnerà l’avvio formale dell’iter burocratico. Nelle settimane successive si completeranno gli altri passaggi necessari: il cambio di denominazione — la società si chiama attualmente Nuovo Basket Brescia —, la definizione della sede legale e la sottoscrizione dell’aumento di capitale. Si entrerà così nell’ultima decade di luglio, ma già da subito si inizierà a ragionare di campo con la composizione del comitato tecnico. La nuova realtà ripartirà dalla Serie B Nazionale, con la speranza di essere inserita nel girone A, quello che raggruppa le formazioni lombarde.
La neo-presidente Graziella Bragaglio ha voluto subito tracciare la rotta con parole chiare ed entusiaste:
«Apriremo le porte a tutti. Sono già tantissimi ad aver espresso la volontà di salire a bordo e di far parte di questa nuova, entusiasmante avventura. Il viaggio è appena iniziato, non vediamo l’ora di viverlo insieme a tutta la comunità.»
Brescia: lo statuto blindato e il modello public company: mai più un uomo solo al comando
La nuova società nasce con regole ferree per evitare che la storia si ripeta. Il progetto si fonda su una struttura societaria pensata per dare stabilità a lungo termine: il modello scelto è quello della public company, in cui nessun singolo socio potrà detenere più del 5% delle quote. Una scelta che punta esplicitamente a evitare la concentrazione di potere in una sola mano. Enrico Zampedri, ex vicepresidente di Pallacanestro Brescia e uomo di garanzia della transizione, ha tracciato un parallelo netto con altre realtà sportive della città:
«Tante analogie con l’Union del calcio, ma qui non ci sarà mai un uomo solo al comando.»
La vera novità a tutela della piazza, però, è inserita direttamente nello statuto: la società nasce con una clausola specifica per rendere impossibile un nuovo trasferimento del titolo sportivo. Una garanzia scritta, non solo dichiarata, per legare indissolubilmente la squadra a Brescia. Anche il nome ufficiale verrà scelto insieme ai tifosi, con un punto fermo imprescindibile:
«Vogliamo che ci sia il nome Leonessa e il nome della città di Brescia. Adesso stiamo vedendo come meglio suona nelle varie declinazioni.»
Il Consiglio di Amministrazione e la gestione del settore giovanile
La governance distribuita e coerente con l’impostazione societaria vedrà un Consiglio di Amministrazione composto da cinque persone: Graziella Bragaglio ricoprirà il ruolo di presidente, Enrico Zampedri quello di vicepresidente, mentre Mirko Busi (Busi Group), Giovanni Mazza (Mazza Spa) e Davide Peli (Techne Srl) siederanno come consiglieri. Al progetto partecipano con il proprio sostegno anche altri importanti imprenditori locali, tra cui Fabio Zanardini, Francesco Bonera, Giuseppe Busi e Paolo Franceschetti.
Per quanto riguarda il settore giovanile, è stato previsto un passaggio di consegne graduale per non destabilizzare i ragazzi: per il primo anno resterà sotto la gestione di Mauro Ferrari, dopodiché l’intero pacchetto giovanili confluirà definitivamente all’interno della nuova società.
Obiettivo Serie A2: un progetto triennale sostenibile
Zampedri ha descritto la nascita fulminea di questo progetto come una risposta d’orgoglio e di reazione della città:
«Siamo passati dallo choc del sabato pomeriggio al lavoro di lunedì quando ci siamo ritrovati in Loggia.»
La tabella di marcia è definita e il traguardo è ambizioso ma concreto. La squadra riparte dalla B Nazionale, ma l’obiettivo è riagganciare rapidamente la seconda serie nazionale:
«Il progetto è triennale ma partiamo con l’obiettivo di salire il prima possibile in A2, che è un campionato sostenibile. Ci divertiremo.»
Il messaggio lanciato a giocatori, tecnici e collaboratori è altrettanto diretto: non c’è spazio per chi ragiona già con la testa altrove. L’intenzione è costruire qualcosa di solido, con radici profonde nella città e un nome che la rappresenti con orgoglio.
