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Luca Banchi promuove la nuova LBA: “Livello alto, ma sui giovani pesa il nodo college”

Reduce dalla vittoria contro l’Estonia nella Trentino Cup alla BTS Arena, il Commissario Tecnico della Nazionale italiana Luca Banchi ha parlato a l’Adige della prossima Serie A, tracciando un quadro complessivamente positivo del campionato che sta per cominciare.

Per Banchi il torneo si preannuncia di livello più alto rispetto al recente passato. A catalizzare l’attenzione sono soprattutto le due squadre romane, che hanno animato il mercato estivo e su cui si concentra buona parte della curiosità:

“Al di là delle due neo-promosse, ci sarà curiosità nel vedere dove si assesteranno le due squadre romane, si è fatto un gran parlare durante l’estate. La realtà è che vedo organici estremamente competitivi. Mediamente sembra che tutte le squadre siano ben costruite e quindi questo tipo di competizione renderà anche i giocatori italiani, credo, ancora più performanti. Io mi auguro che abbiano un ruolo sempre migliore e sempre più centrale all’interno delle loro squadre. Soprattutto i giovani, visto che sotto c’è un bel movimento…”.

Banchi: il nodo dei college e il caso Trento

Sul fronte dei giovani italiani, però, il ct solleva un problema strutturale: la concorrenza dei college americani sottrae alla Serie A i talenti più promettenti, rendendo difficile vederli protagonisti nel campionato nazionale. In questo scenario, Trento si distingue come eccezione virtuosa. Nonostante la recente partenza per il college di Airhienbuwa, l’Aquila Basket potrà contare su due giovani su cui Banchi ripone aspettative concrete: Niang e Hassan:

“Qui entra in gioco la concorrenza spietata dei college americani che oggi ci impedisce di schierare in Serie A i nostri migliori talenti. Da questo punto di vista Trento, Aquila Basket, è un po’ mosca bianca nel contesto. Ci sarà la possibilità di vedere con un ruolo sempre più importante due promettenti giocatori come Niang e Hassan. Come ho detto prima, oggi per quanto riguarda i giovani c’è questa concorrenza spietata che però non deve togliere l’urgenza di continuare a investire nel settore giovanile. Si tratta solo di trovare un percorso diverso, non per questo meno virtuoso”.

Un messaggio chiaro: il problema esiste, ma non può diventare un alibi per rallentare gli investimenti nel vivaio. La strada è diversa, non necessariamente peggiore.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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