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Repubblica Ceca-Italia 80-92, Alessandro Rossi: “Abbiamo imparato cosa vuol dire essere un gruppo nelle difficoltà”

Abbiamo intervistato coach Alessandro Rossi nel post-gara della vittoria per 80-92 della sua Italia contro la Repubblica Ceca, nella finale per il 13° posto di questa edizione dell’Eurobasket Under 20 valevole per la salvezza in Division A.

Coach, si chiude con una vittoria fondamentale il travagliato percorso dell’Italia in questo Europeo Under 20. Anche oggi siete stati sotto per larghi tratti, ma alla fine ce l’avete fatta.

”Credo che un percorso del genere ti insegna tanto, oggi abbiamo imparato cosa vuol dire essere un gruppo nelle difficoltà. Purtroppo il nostro bilancio di 3 vittorie e 4 sconfitte è stato molto condizionato da alcuni fattori come il calendario in primis. Non vogliamo trovare giustificazioni, ma è evidente come la strada sia diventata impervia dopo il primo turno. Devo ringraziare la squadra perché oggi ha avuto la capacità, nonostante l’assenza di Theo, di restare molto compatta contro un’ottima squadra che ha dimostrato di saper giocare sotto pressione. Un percorso che ci ha dato un grande insegnamento morale nel sapersi accontentare, perché è chiaro che vorremmo tutti vincere ma alle volte le esperienze in questi tornei ti insegnano molto di più.”

L’Italia è la squadra con il maggior numero di giocatori sotto età in tutto il torneo, quanto secondo lei questa cosa ha pesato e quanto invece può essere importante per il prossimo anno?

“Sul prossimo anno ora come ora non saprei, per risponderti avrei bisogno di approfondire un po’ il mio ragionamento sul roster e più in generale tutta la competizione. Sicuramente è qualcosa che in parte abbiamo pagato, non in termini di bravura dei nostri giocatori ma più per la loro poca esperienza a livello senior. Soprattutto nella prima fase abbiamo affrontato molti giocatori che giocano nei campionati senior con grande consistenza di minuti, questa differenza in campo si è vista molto.”

A livello personale come allenatore, dopo aver vinto il torneo lo scorso anno che spunti le ha lasciato l’edizione di quest’anno?

”Tutte le esperienze ti insegnano qualcosa, paradossalmente la vittoria insegna molto meno della sconfitta. È stato un percorso impervio che ci ha lasciato molti insegnamenti dal punto di vista della sofferenza, in quanto strumento in grado di forgiarti molto di più rispetto a una vittoria. Tutti noi volevamo fare un risultato migliore di questo, non necessariamente nel vincere una medaglia ma sicuramente nell’essere più competitivi. Siamo riusciti a farlo molto bene nelle amichevoli in preparazione al torneo, ma poi il campo ha detto chiaramente un’altra cosa. Dobbiamo accettare la situazione e ripartire imparando dagli errori.”

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