Ioannis Kastritis si presenta alla terza stagione consecutiva sulla panchina della Openjobmetis con un mandato diverso rispetto ai precedenti: non più gestire emergenze o costruire da zero, ma dimostrare di poter guidare una squadra con ambizioni da vertice. La pressione, questa volta, è quella delle aspettative alte.
Come scritto da La Prealpina, il percorso del tecnico greco a Varese è stato tutt’altro che lineare. Prima la missione salvezza del 2024/25, poi la Varese 2.0 della stagione successiva, iniziata non benissimo con un bilancio di 10 vittorie e 9 sconfitte prima dei correttivi rappresentati dagli arrivi di Iroegbu e Stewart.
In LBA, i biancorossi hanno chiuso appena fuori dalla zona playoff. Nel mezzo, un momento particolarmente difficile: sei sconfitte consecutive prima della vittoria contro Cantù che aveva allentato la tensione. Nonostante tutto, la società aveva scelto di rinnovare il contratto di Kastritis fino al 2028 proprio in quel periodo complicato dell’autunno 2025.
Le idee fondative: difesa, identità e il nodo del pitturato
Sul piano del gioco, la continuità è una scelta precisa. La Openjobmetis di Kastritis manterrà lo stesso sistema difensivo delle due stagioni precedenti, confermando un’impostazione riconoscibile che il tecnico ha costruito con pazienza. Un’identità che, secondo quanto riportato, i suoi predecessori sulla panchina varesina non erano riusciti a garantire con la stessa coerenza.
Resta però da risolvere un problema strutturale emerso con chiarezza nella scorsa stagione: la squadra ha sofferto troppo sotto i tabelloni ogni volta che i lunghi si allontanavano dall’area. La risposta costruita in estate punta sulla fisicità e la versatilità del reparto guardie: tre esterni sopra i 190 centimetri, più la duttilità di Isaiah Roby, dovrebbero ridimensionare quella vulnerabilità.
Il salto di qualità: McDowell-White e un organico da dodici
La richiesta principale di Kastritis alla dirigenza è stata esaudita: un playmaker di ordine e personalità. Il profilo individuato è stato quello di William McDowell-White, considerato la risposta alle lacune di regia emerse nelle stagioni precedenti. La costruzione dell’organico si è chiusa con dodici senior, divisi equamente tra sei italiani e sei stranieri.
Tra i nodi tattici da sciogliere c’è la coesistenza di Hale e Della Valle, due guardie che partiranno nello stesso ruolo. Trovare equilibrio e minutaggio per entrambi sarà uno dei compiti principali del tecnico.
Per il club, Kastritis rappresenta ormai una certezza consolidata. La scommessa ora è capire se quella certezza regge anche quando l’asticella si alza.
