Massimo Zanetti continua a lavorare sul futuro della Virtus Bologna, lontano dai riflettori ma con una certa intensità. La domanda aperta resta sempre la stessa: la cessione del club bianconero seguirà un percorso autonomo oppure finirà per intrecciarsi con la partita più grande, quella che riguarda il riassetto e la possibile vendita del gruppo Massimo Zanetti Beverage, che controlla il marchio del caffè? Per ora non c’è una risposta definitiva, e non è chiaro nemmeno se il patron abbia intenzione di trattare le due cose separatamente.
Quello che è certo, come scritto da La Repubblica, è che si è aggiunto un nuovo interlocutore. Nella conferenza stampa di un mese fa, Zanetti aveva parlato di due gruppi interessati alla Virtus: uno americano-svizzero e uno americano-greco. Ora ne emerge un terzo.
Il pranzo di mercoledì e il nuovo interlocutore dalla West Coast
Mercoledì un imprenditore statunitense, arrivato a Bologna con un volo dalla West Coast americana, ha incontrato Zanetti a pranzo in un ristorante del centro città. Al tavolo erano presenti anche altri commensali. Il patron era rientrato appositamente in città per l’occasione. I colloqui sarebbero poi proseguiti in serata, con ogni probabilità nel buen ritiro di Varignana. A differenza di altri soggetti coinvolti in operazioni simili, l’uomo d’affari americano agisce per conto proprio e non rappresenta un fondo.
Il dialogo è ancora nelle fasi iniziali. Sul tavolo ci sono ipotesi diverse, che spaziano dalla cessione dell’intero club alla vendita di una quota di maggioranza. Si tratta comunque di una trattativa con meno esposizione pubblica e con tempi più lunghi rispetto all’altra operazione in corso, quella sul gruppo del caffè, che dovrebbe invece trovare un punto di svolta già a settembre:
«La Virtus è un’altra partita, confidando che nessuno valichi l’oceano solo per mangiare una tagliatella.»
Queste le chiare parole di Zanetti sull’argomento.
La partita grande: sei fondi in corsa per Segafredo
Sul fronte del gruppo Massimo Zanetti Beverage, la situazione è più avanzata. Dopo che la gestione biennale del fondo QuattroR ha riportato in utile i conti della Segafredo, sei fondi di private equity hanno presentato offerte preliminari per acquisire la quota di controllo della società, valutata intorno a 1,2 miliardi di euro. In vendita c’è la partecipazione di QuattroR, pari a circa il 70% del capitale, con la possibilità di arrivare al 100% qualora Zanetti decidesse di cedere anche la sua parte:
«Le offerte attese sono arrivate e mi riservo di vedere quali condizioni saranno le migliori. Se le troverò accettabili, venderò la mia quota.»
Due fronti aperti, dunque, con tempistiche e livelli di esposizione molto diversi. La Virtus aspetta di sapere da quale direzione arriverà il suo futuro.
