• Chi siamo
  • Contatti
  • Partners
  • Cookie Policy
  • Quiz
giovedì, Settembre 10, 2026
No Result
View All Result
  • Login
  • Register
Backdoorpodcast.com | Podcast e news su Nba, Eurolega e Basket Serie A
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics
No Result
View All Result
Backdoorpodcast.com | Podcast e news su Nba, Eurolega e Basket Serie A
No Result
View All Result
Home Nazionale

Marco Belinelli e il mito di Sapporo: «L’unica partita che farò vedere alle mie figlie»

Stefano Sanaldi by Stefano Sanaldi
23 Ago 2026
in Nazionale
0 0
0
Belinelli

Foto G. Lodolo // Ciamillo-Castoria

Share on FacebookShare on Twitter

Vent’anni fa, il 23 agosto 2006, un ragazzo di San Giovanni in Persiceto salì sul parquet di Sapporo e giocò la partita della sua vita contro gli Stati Uniti. Marco Belinelli, guardia cresciuta alla Virtus sotto la guida di Ettore Messina e poi esplosa sulla sponda Fortitudo, aveva poco più di vent’anni, qualche centimetro mancante per arrivare a 1,96 e settanta chili scarsi addosso. Eppure, quella sera, segnò 25 punti contro il Dream Team. La partita finì 94-85 per gli americani nella fase a gironi del Mondiale. L’Italia di Carlo Recalcati uscì poi agli ottavi contro la Lituania, ma il risultato racconta solo una parte della storia, come racconta a il Corriere della Sera:

«Il primo tiro lo sbaglio, il secondo va dentro. Da lì, cambia tutto: prendo fiducia, affronto gli Stati Uniti come se fossero una squadra del campionato.»

Carmelo Anthony e Dwyane Wade quella notte ne combinarono 61 insieme, con undici canestri consecutivi che spezzarono le gambe agli azzurri. Ma Belinelli rimase in piedi. Gli americani, di lui, dissero semplicemente: «Di brutto». Coach K, Mike Krzyzewski, arrivò a scherzarci su dichiarando che avrebbe fatto sposare Belinelli a sua figlia pur di portarlo negli Stati Uniti. Mike D’Antoni, vice in panchina, fu ancora più diretto: «Da voi abbiamo imparato molto».

L’ascensore, LeBron e il trionfo in NBA

Belinelli ricorda Sapporo con precisione sensoriale: l’odore della città, cibo e umidità, la prima volta così lontano da casa. E poi l’ascensore dell’albergo, la sera prima del match, quando le porte si aprirono e davanti a lui comparvero LeBron James, Carmelo Anthony e Dwyane Wade:

«La città aveva un odore particolare, di cibo e umidità. Era la mia prima volta così lontano da casa.»

L’anno successivo, al Draft NBA 2007, la chiamata al primo giro dei Golden State Warriors diede il via a tredici anni nelle franchigie più prestigiose: Toronto Raptors, New Orleans Hornets, Chicago Bulls, San Antonio Spurs, Sacramento Kings, Charlotte Hornets, Atlanta Hawks e Philadelphia 76ers. Con gli Spurs conquistò lo storico anello nelle Finals 2014 contro gli Heat di LeBron James, rimanendo ancora oggi l’unico giocatore di basket italiano ad aver vinto un titolo NBA.

«A questo record tengo un sacco, ne sono super orgoglioso in modo, lo ammetto, egoista. Spero che tanti altri azzurri giochino le finali NBA, che vadano vicino al trionfo, ma che nessuno ce la faccia. Mai più nella storia!»

Belinelli e il ritorno a Bologna da giocatore maturo

Nel 2020 è tornato alla Virtus da uomo e atleta completamente diverso: il fisico era cambiato, dai 70 chili iniziali era salito a 82 già dopo la prima stagione oltreoceano, lavorando duramente sui blocchi e sulla massa muscolare fin dai primi giorni americani. Quello sbarbo emiliano, come si definisce lui stesso con un sorriso, aveva smesso di esserlo da un pezzo:

«Italia-Usa a Sapporo è la partita che farò vedere alle mie figlie. C’è un prima e c’è un dopo.»

Articoli correlati

  • Italbasket, Banchi guarda avanti: «Servono più intesa e reattività in difesa»
  • Stasera Italia-Estonia: in campo Melli, Fontecchio e Thompson
Tags: ItalbasketMarco BelinelliTeam USA
Stefano Sanaldi

Stefano Sanaldi

Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

Next Post
Sylvain Francisco

Sylvain Francisco si sfoga: «Niente NBA per colpa di LeBron, ora punto al massimo col Panathinaikos»

Ultimi Articoli

Jasikevicius

Guduric su Jasikevicius: «Lo stesso foglio A4 per ogni partita, dall’Eurolega alla Turchia»

10 Set 2026
Milano

Milano e le Final Four di Eurolega all’Unipol Dome: il nodo delle licenze tecniche

10 Set 2026
Mumbrù

Mumbrù si presenta alla Virtus Bologna: «Difesa, corsa e senso d’appartenenza»

10 Set 2026
Mistero Lorenzo Brown: un tweet polemico agita l’Olimpia

Mistero Lorenzo Brown: un tweet polemico agita l’Olimpia

10 Set 2026

Copyright

Backdoor Podcast è una testata giornalistica telematica, registrata presso il tribunale di Monza (Aut. n. 11/19 del 04/11/2019) – Direttore responsabile: Simone Mazzola (n.t. ODG 169818).

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.