Oggi perno del perimetro dell’EA7 Emporio Armani Olimpia Milano, Marko Guduric ha tracciato ai microfoni di Sport Klub un ritratto dettagliato del metodo di lavoro di Sarunas Jasikevicius, con cui ha condiviso il percorso al Fenerbahçe. Dalle parole della guardia serba emerge la figura di un allenatore guidato da una dedizione totale nell’analisi delle partite:
«I ricordi più vividi sono quelli legati a Saras. Prima di ogni gara, la preparazione si estendeva su due o tre giorni. Finito l’allenamento, lui era già davanti allo schermo: noi restavamo in palestra a tirare, lui guardava basket per ore e ore.»
Lo studio del tecnico lituano trovava il suo strumento principale in un quaderno in formato A4, fitto di annotazioni con una grafia minuscola e organizzato con una pagina dedicata a ciascuna sfida. Un supporto visivo e tattico costante lungo tutto il percorso di avvicinamento agli impegni ufficiali.
Jasikevicius: l’intensità costante e la gestione emotiva della panchina
L’aspetto che maggiormente ha colpito Guduric non è stata soltanto la mole di studio, ma la parità di trattamento riservata a qualsiasi tipo di avversario, a prescindere dal prestigio o dal livello della competizione:
«Molti allenatori lavorano così, ma ciò che mi ha davvero sorpreso è che Saras faceva esattamente la stessa cosa anche prima di una partita di campionato turco contro l’ultima in classifica. Anche in quel caso, il foglio A4 era scritto dalla prima all’ultima riga.»
Questa meticolosità spiega anche l’atteggiamento viscerale che Jasikevicius manifesta sul pino durante i quaranta minuti di gioco. Secondo l’esterno dell’Olimpia, le reazioni del coach non sono dettate dall’istinto del momento, ma rappresentano la diretta conseguenza dell’enorme lavoro di preparazione svolto alla vigilia:
«Sa quanta energia ha messo dentro e di aver fatto tutto il possibile. Quando noi sbagliavamo qualcosa che aveva spiegato cento volte, era inevitabilmente deluso. Ed è comprensibile.»
Un’impostazione professionale che Guduric definisce senza precedenti nella sua carriera, fondata sull’assenza di scorciatoie e sulla medesima attenzione tattica applicata dal palcoscenico di Eurolega ai confronti di campionato.




