Tre mesi dopo la finale di Eurolega contro il Real Madrid, Sergio Scariolo si ritrova a Roma. Non in panchina, ma in tribuna e davanti a uno schermo: è questo il perimetro del suo nuovo ruolo di consulente esterno della BC Roma, la franchigia che punta a conquistare l’unico posto che NBA Europe assegnerà alla Capitale.
A portarlo nella città eterna è stato Don Nelson Jr, con Luka Doncic che griffa il progetto con il suo marchio. Un ruolo non da protagonista in senso stretto, ma da figura di riferimento: l’anello vinto con Toronto e anni alla guida della Nazionale spagnola gli conferiscono un peso specifico difficile da ignorare. Nella costruzione di una realtà ancora agli albori, avere Scariolo significa avere credibilità. Anche la presenza di Valerio Bianchini, suo maestro, ha contribuito a convincerlo ad accettare la chiamata, come ha rivelato lo stesso Scariolo in un’intervista al Corriere dello Sport:
«la presenza di valerio ha sicuramente contribuito. il mio lavoro è fare l’allenatore, ma mi è piaciuto molto il progetto che ci è stato esposto e sono pronto a dare una mano”
Nessuna fretta per NBA Europe
Scariolo non si presenta come la chiave magica per aprire le porte di NBA Europe. Il suo approccio è quello di chi conosce i tempi del basket e sa che bruciare le tappe non porta da nessuna parte. Il messaggio che lancia alla piazza romana è chiaro: costruire prima, sognare poi:
«Per ora siamo come un neonato che ancora deve imparare a camminare e quindi non dobbiamo fare confronti con realtà consolidate ad alto livello come Milano e Bologna. I professionisti sanno quali sono i tempi di questo sviluppo. Ci saranno i momenti su cui fondare i pilastri e sui quali puoi costruire tutto ciò che poi verrà.»
Sul potenziale della città, invece, Scariolo non ha dubbi: le dimensioni di Roma possono trasformarsi in un vantaggio concreto, a patto che le fondamenta siano solide. Un concetto che ribadisce con una massima che sintetizza bene la filosofia del progetto:
«La nostra è una nuova realtà e il primo passo è creare una struttura di pari passo con quelle caratteristiche tecniche che dovranno essere distintive. Ci vuole pazienza, perché la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi.»
In Spagna Scariolo è considerato un monumento del basket. Ora, a 65 anni, si mette al servizio di un progetto che è ancora tutto da costruire. Il suo compito, dice, è aiutare i coach. Il resto verrà con il tempo.
