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Christon, leader a Cantù: «Sono un veterano, qui in Italia mi sento a casa»

Meno di dieci giorni per convincere tutti. Semaj Christon è sbarcato a Cantù da pochi giorni, ma ha già lasciato il segno: coach Frank Vitucci lo ha nominato co-capitano, con il compito di fare da punto di riferimento soprattutto per la componente straniera del roster. Il capitano ufficiale sarà Moraschini, ma in caso di forfait la fascia passerà all’americano. Una scelta che rispecchia un’abitudine consolidata di Vitucci: avere un leader riconosciuto anche tra i giocatori stranieri.
Christon era stato uno dei primissimi annunci dell’estate della S.Bernardo — ufficializzato già il 20 giugno — ma è arrivato in Italia tra gli ultimi, per una questione familiare concordata al momento della firma. Ora è in Brianza e sembra già a casa, il che non sorprende più di tanto: quella italiana è per lui una storia lunga e radicata.

Sei stagioni in Serie A e la stima per Vitucci

La prima volta in LBA risale al 2015, con la maglia di Pesaro e 14,3 punti di media. Poi il ritorno nel 2022 a Tortona, quindi Brescia nel 2023/24, la doppia esperienza tra Pistoia e Cremona e infine Udine, dove ha contribuito alla salvezza dell’Apu. Quella di Cantù sarà la sua sesta stagione nel campionato italiano, e nelle ultime nove ha sempre chiuso in doppia cifra.
Un curriculum che parla da solo, e che Christon rivendica con la consapevolezza di chi sa esattamente il proprio peso nello spogliatoio, come ha dichiarato a La Provincia:

«Frequento questo campionato da tanti anni e mi sento un giocatore più esperto. O, come dico io, un veterano. Quando parlo, vengo seguito da tutti. In genere, le mie indicazioni vengono ascoltate.»

Su Vitucci, Christon non nasconde entusiasmo e familiarità:

«Ho giocato contro di lui e le sue squadre, lo conosco abbastanza. So come fa giocare i suoi ragazzi e che tipo di pallacanestro ha in mente. Sono entusiasta della mia scelta e sto cercando di aiutare i compagni a capire cosa il coach vuole da loro.»

Christon: l’Italia come seconda casa, anche a tavola

Dopo anni di andate e ritorni — d’estate negli Stati Uniti dalla famiglia, poi di nuovo qui — il legame con il nostro Paese è diventato qualcosa di più di un semplice contratto di lavoro. Christon lo dice senza giri di parole: l’Italia è ormai una seconda casa. E lo dimostra anche nei dettagli più quotidiani:

«Adoro la pasta e mia figlia adora la pasta. Ovunque andiamo, mangiamo pasta. Ormai sono diventato il “papà della pasta”.»

Sul campo, l’obiettivo è chiaro: Cantù arriva da una stagione difficile, e la salvezza resta il traguardo principale, lo stesso che Christon ha già centratat a Udine nel finale dello scorso campionato. Ma il tono con cui guarda alla stagione che verrà è tutt’altro che difensivo:

«Penso che abbiamo un ottimo roster e un grande allenatore. Ci divertiremo quest’anno. Saremo pronti al momento giusto per far vedere le nostre qualità.»

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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