Dimitris Itoudis, cinquantacinque anni e una carriera lunghissima tra le panchine più prestigiose del basket europeo, non ha mai nascosto la sua voglia di dire la sua sul futuro dell’Eurolega. L’attuale allenatore dell’Hapoel Tel Aviv è un veterano della competizione, con un palmarès che parla da solo: due titoli da capo allenatore con il CSKA Mosca (2016 e 2019) e cinque da vice al Panathinaikos (2000, 2002, 2007, 2009, 2011). Eppure, nonostante il legame con la Final Four, il tecnico greco preferirebbe un formato diverso, con semifinali e finali al posto dell’evento concentrato in un unico weekend.
La visione di Itoudis: un’Eurolega a 30 squadre
Itoudis guarda avanti e immagina una competizione molto più ampia di quella attuale. Il passaggio a 24 squadre è ormai alle porte, ma per lui è solo l’inizio di un percorso che potrebbe portare il torneo a dimensioni ben più importanti:
«Stiamo andando nella giusta direzione. Le squadre aumenteranno a 24, forse 26 in seguito e, se Dio vuole, a 30, come sogno io. Con gironi o regioni e i playoff a seguire. Sarà un prodotto di altissimo livello. Mi piacerebbe che le ultime partite si giocassero in Eurolega e che la stagione europea si concludesse con i playoff. Accadrà tra dieci anni? Che Dio ci dia la salute per vivere e vederlo.»
Il ritorno delle squadre russe e le nuove candidature
Un altro tema caro a Itoudis è quello del possibile rientro dei club russi nella competizione. Il tecnico ha ricordato che la FIBA ha già riaperto le porte ad atleti e arbitri provenienti dalla Russia, e ritiene che il passo successivo possa riguardare le squadre:
«Attualmente le squadre sono 20. Credo e spero che le squadre russe torneranno. La FIBA ha dato il via libera ad atleti e arbitri, il prossimo passo saranno le squadre. Se le squadre russe torneranno, come desidero, abbiamo già altre squadre candidate per l’adesione e le franchigie: PAOK, Aris, Roma, noi. Un maggior numero di squadre garantirebbe la stabilità finanziaria.»
Una visione ambiziosa, quella di Itoudis, che riflette il desiderio di rendere l’Eurolega sempre più competitiva e centrale nel panorama sportivo internazionale.





