Wendell Moore Jr e Trent Frazier sono due tra i nuovi volti della Virtus Bologna: entrambi hanno parlato delle loro prime settimane in bianconero in un’intervista a Quotidiano Sportivo. Due storie diverse, due percorsi diversi, ma una sensazione comune: Bologna sta già funzionando.
Moore e il ruolo di Matt Morgan nella scelta
Per Moore si tratta della prima esperienza europea, dopo il percorso negli Stati Uniti e i trascorsi in NBA. La Virtus lo ha scelto per dare equilibrio al reparto perimetrale, con un ruolo da collante tra esterni e ali. Per portarlo a Bologna, la società ha dovuto battere la concorrenza di Partizan e Bc Roma, tra le altre. Alla fine, però, a fare la differenza è stato un amico particolare:
«Matt Morgan ha giocato qui le stagioni scorse. Prima di venire ho parlato molto con lui e mi ha raccontato di quanto ami questo posto. È stato qui per due anni e mi ha detto che ormai la considera quasi casa sua. Spero di poter provare la stessa sensazione durante la mia permanenza qui.»
Un passaparola prezioso, che ha inclinato la bilancia in favore della V nera. E i primi giorni sembrano aver confermato le aspettative:
«Sto ricevendo tanto aiuto in questo nuovo percorso e questo sta rendendo tutto più semplice. Abbiamo uno staff di alto livello, che mi ha aiutato molto ad ambientarmi, soprattutto dal punto di vista cestistico.»
Sul gruppo e sugli obiettivi, Moore è diretto: «La mia priorità è una sola: vincere». Con la consapevolezza che il salto dall’NBA all’Eurolega richiede un adattamento, ma che la competizione europea è tra le più dure al mondo.
Frazier: dalla Russia a Bologna, un cambio di vita
Trent Frazier arriva invece da una stagione in Russia e porta con sé il compito di dare ritmo e vivacità alla regia bianconera. Il confronto con la precedente esperienza è immediato, e non solo sul parquet:
«Giocavo in Russia. Come clima e cibo ho fatto un bel passo in avanti.»
Battute a parte, Frazier descrive un ambientamento rapido e positivo, dentro e fuori dal campo. Il gruppo giovane, il lavoro intenso imposto dall’allenatore e la città stessa sembrano averlo conquistato in fretta. «Spero presto di portare qui tutta la mia famiglia», ha aggiunto, a testimonianza di un inserimento che va ben oltre il semplice aspetto sportivo.



