In occasione della presentazione ufficiale della Virtus Bologna, diversi protagonisti della prossima stagione hanno preso la parola davanti ai giornalisti, raccontando aspettative, ambizioni e qualche curiosità personale.
Le voci dei nuovi arrivi e di Mumbrù
Alex Mumbrù ha sottolineato la sua grande felicità nell’allenare la Virtus, sottolineando l’atmosfera. L’obbiettivo della squadra sarà lottare contro tutti gli avversari ogni partita.
Marcus Carr ha spiegato le ragioni della sua scelta: competere ad alto livello in un club di peso era la priorità. Il giocatore canadese ha citato Allen Iverson, Steve Nash, LeBron James e Tyrese Rice come punti di riferimento, quest’ultimo per ciò che ha dimostrato in Eurolega. Sul rapporto con Mumbrù si è detto entusiasta: i due si conoscevano già, avendo Carr militato in Germania, e il tecnico sa bene cosa aspettarsi da lui. Sulla nazionale canadese, ha espresso orgoglio per la maglia. NBA? Un sogno, ma il focus è sul presente.
L’americano Wendell Moore ha voluto presentarsi ai nuovi tifosi sottolineando la propria versatilità sul parquet. Si descrive come un elemento duttile, affidabile al tiro e nelle situazioni di pick and roll. Oltre all’ammirazione per campioni del calibro di LeBron James e Russell Westbrook, ha ammesso con un sorriso di conoscere Bologna soprattutto per la sua fama gastronomica legata a lasagne e pasta.
Le parole degli italiani
Momo Diouf si percepisce ormai come una colonna portante dell’ambiente virtussino e desidera trasmettere positività ai debuttanti in ambito europeo. Ha elogiato apertamente la filosofia tattica del nuovo allenatore, basata su ritmi alti e tanta corsa, ricordando però a tutti che per arrivare in cima non basta il talento, ma serve un’instancabile etica del lavoro.
Francesco Ferrari è consapevole che questa sarà la sua stagione più importante: il primo vero anno da protagonista tra Serie A ed Eurolega. Il gruppo è cambiato molto, e costruire la chimica non sarà immediato, anche perché lui e altri reduci dalle nazionali si sono aggregati più tardi. L’anno scorso gli ha però permesso di capire il livello fisico e tecnico richiesto.
Daniel Hackett ha sottolineato la frizzantezza di un gruppo giovane, che avrà sicuramente ambizione di misurarsi a un livello più alto e che cercherà di combattere sul campo per i tifosi.
Davide Casarin infine ha sintetizzato tutto in poche parole:
“Per me è un onore giocare con la V sul petto, è un sogno che avevo fin da bambino e che adesso si realizza”.




