Il Real Madrid ha aggiunto al proprio roster Max Shulga, combo guard ucraina classe 2002 che torna in Europa dopo cinque stagioni nel basket universitario e una stagione in G League. Nato a Kyiv e trasferitosi in Spagna all’età di 11 anni, Shulga ha completato la propria formazione alla Basketball School of Excellence di Torrelodones prima di approdare negli Stati Uniti.
Il percorso NCAA è iniziato a Utah State, dove ha disputato tre stagioni, per poi seguire coach Ryan Odom a VCU. Con i Rams ha compiuto il definitivo salto di qualità, diventando un giocatore sempre più coinvolto nella costruzione dell’attacco e chiudendo il 2024/25 con 14,5 punti, 5,2 rimbalzi, 3,8 assist e 1,3 recuperi di media, conquistando il premio di Atlantic 10 Player of the Year. Nel complesso, nei cinque anni universitari ha tirato con il 39,2% da tre punti.
Scelto dai Boston Celtics con la 57ª chiamata al Draft NBA 2025, Shulga ha trascorso gran parte della stagione successiva con i Maine Celtics. In 36 partite di G League ha prodotto 15,7 punti, 4,4 rimbalzi e 6,7 assist in 33,9 minuti, confermando le qualità di un esterno capace non soltanto di punire dalla distanza, ma anche di gestire possessi e creare per i compagni.
Il ritorno in Europa con il Real Madrid rappresenta quindi il prossimo passo di un percorso particolare, iniziato in Spagna e proseguito attraverso cinque anni di college e la G League, che lo ha portato a sviluppare un profilo da combo guard in grado di combinare tiro, letture e capacità di gestione del pallone.
Attacco

E’ un attaccante completo, negli USA lo definirebbero un three-level scorer, ovvero in grado di di realizzare vicino al canestro, dal mid-range e da oltre l’arco. Potremmo definirlo come una combo guard, che sa essere essere estremamente efficace sia on che off the ball e può ricoprire entrambi gli spot di guardia. Giocatore molto intelligente e con ottime letture, è in grado di guidare il pick and roll ed è un passatore molto abile. Secondo Synergy in situazioni di Pick and Roll Including Passes con i Maine Celtics ha prodotto 0.925 Punti per Possesso.
Tiratore di razza, dall’arco in situazioni di spot Up sa essere letale ed ha un range davvero ampio. La meccanica è stilisticamente molto bella e fluida, con i Maine Celtics in G-League ha tirato con il 37.2 3FG% ed anche al college le sue percentuali sono sempre state vicine, se non superiori al 40%.
Attacca il ferro con efficacia, ha mezzi fisici e atletici notevoli per l’Europa ed è abile a tenere i contatti. Molto interessanti i suoi cambi di ritmo, le sue accelerazioni, ha una buona tecnica ed un buon primo passo. E’ inoltre un buon tiratore di liberi, quindi fare fallo non è sempre una buona idea.
Difesa
Ha i mezzi fisici e atletici per difendere su diverse tipologie di esterni, è rapido e non è certo un bersaglio. Sa essere duro ed è molto efficace nella difesa sulla palla.
Ha braccia lunghe, mani rapide, senso della posizione ed un buon timing che gli permettono di essere un ottimo ruba palloni. La scorsa stagione con i Maine Celtics ha rubato 1.6 palloni a partita.
Conclusioni
Shulga arriva a Madrid inizialmente come scudiero di Campazzo e Maledon, ma le sue caratteristiche potrebbero permettergli di ritagliarsi un ruolo sempre più importante nel corso della stagione. La possibilità di giocare sia con la palla sia senza palla lo rende particolarmente funzionale accanto a due giocatori che hanno bisogno di avere responsabilità nella creazione, mentre la sua concretezza e la capacità di non sprecare possessi potrebbero rivelarsi preziose in un contesto come quello del Real Madrid.
Non è però un giocatore privo di difetti. La sua pallacanestro è piuttosto lineare e razionale: gli manca forse un po’ di imprevedibilità e di fantasia nelle situazioni di creazione, mentre dal punto di vista atletico non possiede mezzi particolarmente esplosivi. Anche in difesa ha gli strumenti per essere un buon giocatore, ma dovrà eliminare alcune delle cattive abitudini maturate durante l’esperienza in G League.
Il passaggio al Real Madrid rappresenta quindi una scelta interessante per entrambe le parti. Per Shulga significa tornare in Europa in un ambiente di altissimo livello, con la possibilità di dimostrare di poter essere più di un semplice complemento del backcourt. Per il Real, invece, è un altro tassello all’interno di un processo di rinnovamento del reparto esterni, iniziato con l’arrivo di Maledon e destinato inevitabilmente a proseguire con la ricerca degli eredi di Campazzo e Llull.
A 24 anni, Shulga ha ancora margine di crescita e il suo percorso europeo è appena ricominciato. Se riuscirà ad adattare il proprio gioco alle esigenze del basket europeo e a correggere alcuni dei limiti evidenziati, non sarebbe sorprendente vederlo diventare uno dei giocatori più importanti della rotazione di Pedro Martínez e, perché no, tornare a guardare verso la NBA.




