Dieci giorni sembrano un’eternità. Eppure possono dire tanto su come sia cambiato lo scenario. Il 19 Settembre alla Nova Arena di Tortona l’Olimpia Milano travolgeva la Virtus Bologna in un match a bassa intensità e senza mai storia. Adesso invece le carte sembrano essersi ribaltate. I bianconeri di Mumbrù hanno saputo reagire e cambiare faccia, disputando un’ottima partita ad Istanbul contro il Fenerbahce e vincendo agevolmente a Varese nella prima giornata di LBA. Al contrario gli uomini di Poeta hanno riscontrato non poche difficoltà nelle ultime due partite, venendo travolti dal Partizan a Belgrado e soffrendo tantissimo contro Trieste Domenica pomeriggio in campionato.
Adesso di nuovo il derby d’Italia, questa volta in Eurolega, con palla a due questa sera alle 20:30 all’Unipol Forum di Assago. Analizziamo il perchè la Virtus Bologna potrebbe ribaltare i pronostici della vigilia e sorprendere.
Atletismo e tanta voglia di crescere: le chiavi della nuova Virtus
Le V nere, superate le difficoltà di adattamento iniziali, hanno mostrato un gioco dinamico ed efficace, dove atletismo e ritmi alti sono le due parole chiave. Coach Mumbrù ha sperimentato diverse rotazioni, dando maggior fiducia a Marcus Carr e Trent Frazier nel back court e sfruttando le lunghe leve atletiche di Kessler Edwards e Bobi Klitman nel reparto interni.
Il pronostico naturalmente è tutto per l’Olimpia, e non potrebbe essere altrimenti: si gioca in casa di chi ha vinto lo Scudetto e ha appena battuto Bologna in Supercoppa. Eppure, a guardare bene i numeri e le sensazioni delle ultime due settimane, la Virtus ha più di una carta per rovinare la serata a Poeta.
Istanbul ha dato segnali buoni.
Il 78-68 contro il Fenerbahce è una sconfitta, ma raccontata da tutti come una prova solida. Le Vu Nere sono arrivate fino al +7 nel terzo quarto e hanno messo in difficoltà i turchi con una difesa a tutto campo sulla palla. Carr ha chiuso con 12 punti e 4 assist, e cresce anche il contributo di Alston e Moore. A pesare è stato soprattutto il 4/26 da tre punti: una percentuale che difficilmente si ripeterà. Chi tira così male e perde di dieci contro una candidata alla Final Four ha margini di miglioramento evidenti.
Milano non è un rullo compressore.
L’esordio è stato duro: il Partizan ha vinto 92-76 a Belgrado, con un’Olimpia che è partita con qualche difficoltà ed è finita sotto anche in doppia cifra. In campionato, poi, contro Trieste è arrivata una vittoria sofferta. Una squadra in rodaggio, con un nuovo assetto e la fisiologica ricerca di equilibri, è battibile, soprattutto se la partita si accende. In Eurolega tuttavia torneranno Alec Peters e Marko Guduric, e Milano potrà contare su rotazioni profonde e più affidabili. I limiti in regia però sono evidenti, manca un creator ed un trattatore di palla di livello. Darius Thompson è sembrato molto in calando nelle ultime uscite. Tutto ancora una volta dipenderà da Devon Hall, che ha fatto malissimo alla Virtus in Supercoppa ed ha tutte le chiavi per colpire ancora.
Il ritmo è il terreno di Bologna.
La Virtus di Mumbrú è una squadra costruita per correre, con parziali e controparziali destinati a ripetersi. Se il derby diventa una gara di transizioni, pressione sulla palla e possessi veloci, Bologna può alzare la sfida oltre le proprie apparenze. E dopo lo 0/2 iniziale, il 90-69 rifilato a Varese ha restituito fiducia e continuità.
Le chiavi
Per vincere servono tre cose: una percentuale da tre più vicina alla norma, meno palle perse nei momenti caldi (come nel parziale subìto a Istanbul) e la solita energia di Carr. Se la Virtus resta attaccata all’ultimo quarto, il derby può davvero girare. Da valutare anche la prestazione dei numeri 5, con Diouf e Diarra chiamati a far valere la loro fisicità.
Resta da segnalare l’assenza di Kokila, fermo da fine agosto per un problema muscolare, e le difficoltà di una squadra rivoluzionata a inizio stagione. Ma per una Virtus che vuole scrollarsi di dosso l’etichetta di outsider, il Forum è l’occasione perfetta.





