Il futuro di Steph Curry ai Golden State Warriors è a un bivio formale, ma senza dubbi sulla destinazione. Come riferito dall’insider Anthony Slater a NBA Today, la dirigenza californiana non ha imposto una cifra rigida, ma ha presentato al proprio numero 30 un ventaglio di soluzioni per il prolungamento.
Dallo scorso agosto Curry è eleggibile per un’estensione biennale da 136,7 milioni di dollari complessivi fino al 2029. La franchigia ha già chiarito di non voler chiedere sconti, lasciando al giocatore la decisione sulla durata dell’accordo o su un eventuale rinvio strategico. Un’attesa ad estate inoltrata permetterebbe infatti al club di conservare margine di manovra sul salary cap 2027.
La fedeltà di Curry: «Sempre a Golden State»
Dalle parole dello stesso Curry emerge una totale chiusura verso qualsiasi ipotesi di free agency o cambio di maglia, blindando il legame con Draymond Green e coach Steve Kerr:
«Non testerò la free agency. Ho sempre affermato di voler rimanere a vita con Golden State. La mia missione è essere competitivo qui, le questioni contrattuali si sistemeranno da sole.»
Il playmaker entra nell’ultimo anno di contratto a 62,6 milioni di dollari per la stagione 2026-27, forte di un’annata chiusa a 26,6 punti di media col 39,3% da tre punti. Nelle prossime due settimane si capirà se arrivarà la firma immediata sul biennale o se le parti decideranno di rinviare i dettagli burocratici.




