Tra tutti i giocatori arrivati alla Maxima Roma durante l’estate, Aaron Holiday è inevitabilmente quello che porta con sé il curriculum più importante. Non soltanto per il cognome, ma soprattutto per le otto stagioni trascorse stabilmente nella NBA.
La società capitolina lo ha scelto per affidargli le chiavi della squadra di coach Matteo Cotelli. Se Matt Ryan (altro giocatore dal passato NBA) è arrivato a Roma soprattutto per mettere a disposizione una qualità specifica come il tiro, Holiday dovrà fare qualcosa di diverso: gestire i ritmi, dare ordine ai possessi, creare vantaggi e capire quando accelerare.
Un ruolo decisamente più centrale rispetto a quello ricoperto negli ultimi anni negli Stati Uniti. In NBA Holiday è stato prevalentemente una guardia di rotazione, utilizzata per portare energia dalla panchina, difendere sulla palla e allargare il campo. Alla Maxima, invece, avrà la possibilità (e probabilmente anche la necessità) di avere molto più spesso il pallone tra le mani. Ed è proprio questa trasformazione uno degli aspetti più interessanti da osservare della sua prima stagione europea.
Carriera
Aaron Shawn Holiday nasce il 30 settembre 1996 a Ruston (Louisiana), all’interno di una famiglia in cui il basket rappresenta praticamente una tradizione. I fratelli maggiori Jrue e Justin Holiday hanno costruito entrambi lunghe carriere NBA. Jrue è diventato la migliore point guard sui due lati del campo della sua generazione, vincendo il titolo NBA prima con Milwaukee e poi con Boston, mentre Justin ha giocato per 11 stagioni in NBA (prima di finire a giocare in Cina), passando anche dalla Virtus Bologna. Anche la sorella Lauren ha giocato a UCLA.
Proprio UCLA è la scelta di Aaron per la carriera collegiale. Dopo due stagioni trascorse con responsabilità crescenti, nel terzo anno arriva l’esplosione definitiva: supera i 20 punti di media, entra nel First Team All-Pac-12 e viene inserito anche nell’All-Defensive Team della conference. A quel punto decide di dichiararsi eleggibile per il Draft NBA 2018. Indiana lo sceglie con la numero 23 assoluta al primo giro. Con i Pacers rimane per tre stagioni.
Dopo un primo anno principalmente di apprendistato, nella stagione 2019/20 trova lo spazio più importante della sua esperienza a Indianapolis: 66 presenze, 33 delle quali da titolare, 9,5 punti e 3,4 assist in poco meno di 25 minuti di media. Da quel momento comincia una carriera da role player NBA che lo porta a cambiare diverse squadre. Nel 2021 viene ceduto agli Washington Wizards, mentre durante la stessa stagione passa ai Phoenix Suns. L’anno successivo veste la maglia degli Atlanta Hawks, prima di trovare maggiore continuità a Houston.
Con i Rockets trascorre infatti le ultime tre stagioni della sua esperienza americana. Non ha mai un ruolo centrale nelle rotazioni, ma diventa una soluzione affidabile dalla panchina grazie soprattutto al tiro dalla distanza e alla capacità di alzare immediatamente l’intensità della partita. Nel 2023/24 disputa 78 gare, massimo personale in una singola stagione, segnando 6,6 punti in poco più di 16 minuti e tirando con il 38,7% da tre. L’anno successivo sale al 39,8%, mentre nell’ultima annata chiude con il 39,4%.
Il bilancio complessivo della sua carriera NBA parla di 505 partite, 67 da titolare, 6,4 punti e 1,9 assist di media, con il 38,4% da tre punti. Numeri che vanno inevitabilmente contestualizzati con il ruolo ricoperto. Holiday non arriva a Roma dopo essere stato un playmaker titolare NBA, ma dopo essere riuscito a rimanere per otto anni nella lega più competitiva del mondo adattandosi a compiti differenti e a minutaggi spesso ridotti.
Il 19 agosto arriva quindi la scelta di lasciare per la prima volta gli Stati Uniti e accettare l’offerta della Maxima Roma, nonostante durante l’estate ci fosse stato interesse anche da parte di altre franchigie NBA. Per Holiday sarà la prima esperienza nel basket europeo.








