Victor Wembanyama ha scelto la strada del silenzio e dell’isolamento comunicativo in vista della stagione 2026-2027. Il fuoriclasse dei San Antonio Spurs ha ridotto al minimo i contatti con la stampa americana, ancora scosso dall’amarezza per la sconfitta patita nelle Finals NBA del 2026 contro i New York Knicks. A svelare il retroscena è stato l’insider di ESPN Michael C. Wright durante il podcast The Hoop Collective, descrivendo un atleta totalmente assorbito dalla delusione e dalla voglia di riscatto.
Stando a quanto riportato da Wright, l’unica eccezione concessa dal talento francese durante la pausa estiva negli Stati Uniti è stata la partecipazione al programma televisivo 60 Minutes. Il giornalista ha commentato la decisione di Wembanyama sottolineandone la determinazione feroce:
«Mi è stato riferito che Victor non vuole affrontare l’argomento Finals. È come se fosse chiuso in se stesso, totalmente concentrato. Per tutta la serie molti hanno pensato che fosse presuntuoso per alcune dichiarazioni, ma quello è semplicemente Victor: era convinto in modo sincero che gli Spurs fossero la squadra migliore.»
Wembanyama, l’amarezza contro i Knicks e la dura lezione dei playoff
La battuta d’arresto nella serie finale ha chiuso una cavalcata da incorniciare per San Antonio, capace di collezionare 62 vittorie in regular season e di piegare gli Oklahoma City Thunder a Gara 7 nella finale della Western Conference. Nell’atto conclusivo, tuttavia, i Knicks hanno prevalso con un netto 4-1 nella serie, spezzando un digiuno dall’anello che durava da 53 anni. Il rendimento individuale di Wembanyama nel corso del campionato era stato devastante: 25,0 punti, 11,5 rimbalzi, 3,1 assist e 3,1 stoppate di media in 64 incontri, cifre valse l’inclusione nel primo quintetto All-Nba e la conquista del premio di Difensore dell’Anno.
L’impatto con il livello di esecuzione richiesto nelle Finals ha però fornito al giovane transalpino un insegnamento decisivo sulla gestione dei dettagli nei momenti chiave della stagione. Wright ha rimarcato questo passaggio di maturazione:
«Una cosa di cui ha parlato è che, quando arrivi a quella fase, basta un singolo errore e l’avversario te lo fa pagare. Una sola palla persa può decidere l’intera partita. Non credo che Victor ne fosse pienamente consapevole prima.»
Pronto a inaugurare la sua quarta stagione Nba con medie complessive in carriera pari a 23,4 punti, 11,0 rimbalzi, 3,5 assist e 3,5 stoppate a partita, Wembanyama sembra pronto a far parlare unicamente il campo per trasformare il verdetto delle Finals nel motore della propria crescita.




