L’Olimpia Milano torna a sorridere in campionato. Nella quarta giornata di Serie A, i meneghini espugnano il campo di Napoli, squadra che fino a quel momento non aveva ancora conosciuto la sconfitta né in campionato né in Eurocup. Un successo prezioso, che permette a Peppe Poeta di rientrare a Milano con due punti in tasca e la testa già rivolta all’Eurolega: giovedì arriva il Barcellona, e il momento era quello giusto per ritrovare fiducia.
Come scrive La Gazzetta dello Sport, il contesto non era certo dei più semplici: cinque sconfitte nelle ultime sei partite, tra campionato ed Eurolega, avevano messo sotto pressione la panchina milanese. Ma contro Napoli l’Olimpia ha saputo reagire, rimontando un passivo di sette punti già nel primo quarto (25-18) e ribaltando progressivamente l’inerzia della gara.
La rimonta e la svolta di Cole
Il primo strappo lo firma Thompson con la tripla del pareggio sul 27-27, poi è Ricci al quindicesimo minuto a procurare il primo vantaggio ospite (27-29). Da lì in poi, l’ingresso in campo di Cole e Wright cambia il volto della partita: è Cole a spaccare la gara nel terzo quarto, con Mathews che aggiunge canestri pesanti per mettere definitivamente la freccia. Sugli scudi anche Diop, protagonista con otto falli subiti. Sul fronte napoletano, Caruso chiude con 8 punti, mentre Dowtin e Ramsey rappresentano le principali minacce offensive dei padroni di casa.
A fine partita Poeta non si nasconde e rivendica la prestazione della squadra:
«Siamo stati bravi a ritarare bene e a far girare la palla. I cambi difensivi ci hanno dato una mano. Venivamo da settimane difficili: ho detto ai ragazzi di continuare a giocare come contro Dubai e ci siamo riusciti. Sono pragmatico, giocare col cuore vuol dire difendere più aggressivo, non prendere separazione sui blocchi, aiutare. Quello è il cuore.»
Il tecnico milanese risponde anche a chi lo mette sotto esame dopo ogni risultato negativo:
«Io sto bene, mi godo il viaggio. Devo dimostrare ogni volta che mi siedo sulla panchina di Milano di meritarlo. Do il massimo e sono consapevole che aver vinto tre trofei pochi mesi fa non dà credito. Sono solo al terzo anno da allenatore: è giusto che si venga giudicati dopo ogni partita.»
Dall’altra parte, coach Repesa non cerca alibi:
«Abbiamo sbagliato troppo contro un avversario forte.»





