Domenica alle 18.30 il PalaRubini ospita Pallacanestro Trieste e Tezenis Verona, una sfida che si preannuncia aperta e ricca di spunti. A raccontarla con uno sguardo privilegiato è Stefano Bossi, playmaker triestino che conosce bene entrambe le realtà: dopo una stagione a Forlì, ha trascorso il precampionato con la formazione scaligera, scendendo in campo nelle amichevoli contro Treviso e Milano.
Bossi ha poi chiuso anche quella parentesi estiva e oggi si allena a Monfalcone, mentre sul fronte professionale sta muovendo i primi passi in un’azienda americana di primo piano nel settore dell’asset management. Ha ricevuto proposte per continuare a giocare, sia in Serie A che in A2, ma per ora non ha preso decisioni, come ha dichiarato a Il Piccolo nell’edizione triestina:
«In questa fase della mia vita le priorità si sono evolute: sto muovendo i primi passi nel mondo aziendale con una prestigiosa realtà americana leader nell’asset management. Basket e futuro viaggiano in parallelo.»
Trieste: un gruppo che non perde la bussola
Sul Trieste, Bossi non ha dubbi. L’ha osservato nelle ultime settimane e ne ha ricavato un’impressione netta: una squadra con un’identità riconoscibile, capace di reggere nei momenti difficili senza sfaldarsi:
«L’ho vista all’opera contro Milano e Varese e ho apprezzato una squadra con un’identità precisa, capace di restare mentalmente in partita dal primo all’ultimo secondo. In avvio di stagione, di fronte alle difficoltà, avrebbe potuto prendere delle imbarcate e invece non ha mai perso la bussola. È il marchio di fabbrica di un gruppo vero, affiatato e guidato bene dalla panchina.»
Per Bossi, Trieste ha tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio importante, a patto che la stagione prenda la direzione giusta.
Verona, la neopromossa che può sorprendere
Altrettanto lusinghiero il giudizio sulla Tezenis, realtà che Bossi ha vissuto dall’interno durante l’estate. Una squadra spinta dall’entusiasmo e partita benissimo, con vittorie di prestigio su Milano, Scafati e Reggio Emilia a certificare il valore del roster:
«Un’ottima squadra, e l’avvio coincidente con i successi su Milano, Scafati e Reggio Emilia lo conferma. Ha un gruppo italiano di primissimo ordine: Zampini e Loro sono i migliori interpreti dei rispettivi ruoli. Poi c’è Mike Tobey, un ottimo giocatore e una persona d’oro, senza dimenticare che devono ancora inserire Brockington.»
Una neopromossa che, secondo Bossi, può spingersi fino ai playoff scudetto se le cose si mettono nel verso giusto. Merito anche di coach Ramagli, che definisce senza esitazioni «un maestro, capace di spostare gli equilibri di una stagione».
Per la partita di domenica, il playmaker triestino si aspetta una gara aperta, con tanto talento in campo. La chiave tattica, a suo avviso, sarà la battaglia sotto i tabelloni: entrambe le squadre amano attaccare il ferro e sono aggressive a rimbalzo offensivo, e chi riuscirà a controllare il pitturato e imporre i propri ritmi avrà in mano le sorti del match.





