Un vero e proprio terremoto giudiziario si è abbattuto sulla pallacanestro in Grecia. Il presidente della Federazione ellenica di basket, Vangelis Liolios, è stato arrestato nell’ambito di un’imponente inchiesta per presunti reati di corruzione e manipolazione di partite.
Insieme al numero uno della federazione, l’operazione coordinata dal procuratore sportivo Apostolis Grammenos ha portato all’arresto di quattro volti noti del mondo arbitrale, mentre una sesta persona risulta tuttora ricercata.
Tra i nomi finiti al centro dell’indagine figurano fischetti di primissimo piano ed ex arbitri di Eurolega come Ilias Koromilas, Petros Papapetrou, Vaso Caroucha e Tasos Piloidis (quest’ultimo componente del Comitato Arbitrale Centrale), oltre all’imprenditore ed ex cestista Giorgos Mavraganis.
Tre mesi di indagini e 820.000 euro in una cassaforte
L’inchiesta, durata circa tre mesi, punta il faro su un presunto sistema di combine e illeciti che avrebbe condizionato sia il massimo campionato greco sia le serie minori, con irregolarità che per gli inquirenti potrebbero risalire ad almeno cinque anni fa.
A testimoniare la gravità del quadro indiziario è un clamoroso dettaglio emerso durante le perquisizioni: in un’abitazione fuori città riconducibile a uno degli arbitri indagati, le forze dell’ordine avrebbero sequestrato 820.000 euro in contanti nascosti all’interno di una cassaforte. Per uno dei direttori di gara coinvolti, Ilias Koromilas, non si tratta peraltro del primo caso controverso, essendo già stato citato nel 2023 per un presunto tentativo di combine in Eurocup poi archiviato per assenza di prove sufficienti.
Scandalo in Grecis. la durissima reazione di Dimitris Giannakopoulos
Lo scandalo arbitrale in Grecia ha scatenato l’immediata reazione di Dimitris Giannakopoulos, patron del Panathinaikos e da tempo in aperto contrasto con i vertici federali e arbitrali. Attraverso i propri canali, il proprietario del club ateniese ha rilasciato dichiarazioni di fuoco:
«Volevate la guerra con me e pensavate di vincere. Vi mando un bacio a tutti. Volevate la guerra? Guerra. Ora siete prigionieri.»
Gli indagati, che in precedenza non si erano presentati a una prima convocazione degli inquirenti, dovranno comparire davanti al pubblico ministero per il prosieguo dell’iter giudiziario, mentre le accuse dovranno essere formalmente vagliate in sede processuale.







